Attentato ad Adinolfi, condannati i due anarchici

Il luogo dell'agguato a Roberto Adinolfi (PAOLO RATTINI/AFP/GettyImages)

Sono stati condannati in rito abbreviato dal gup di Genova a 10 anni e 8 mesi e 9 anni e 4 di reclusione Alfredo Cospito e Nicola Gai, i due anarchici accusati di essere gli attentatori dell’ad di Ansaldo Roberto Adinolfi, gambizzato sotto casa la mattina del 7 maggio 2012 in via Montello, a Genova. La prima udienza del processo, svoltasi lo scorso 30 ottobre, era stata molto concitata, con il tentativo dei due anarchici di leggere un documento in aula, mentre fuori dall’aula protestavano circa 200 militanti.

Soddisfatti per la sentenza i legali della parte civile e dell’avvocatura dello Stato: “Questa sentenza è la conferma che lo Stato c’è”. Analogo commento anche da parte dell’avvocato di Roberto Adinolfi, Corrado Pagano: “L’ad di Ansaldo Nucleare si aspettava da parte dello Stato una risposta come questa”. Nel documento presentato da Cospito nella prima udienza veniva sottolineato: “Siamo solo io e Nicola, nessun altro ha partecipato al nostro progetto. Non riconosciamo questo ordine democratico. Io sono anarchico e sono nichilista perché agisco e non aspetto una rivoluzione”.

In un altro passaggio del documento, si legge: “In una splendida mattina di maggio ho agito ed in quelle poche ore ho goduto a pieno della vita. Per una volta mi sono lasciato alle spalle paura e autogiustificazioni e ho sfidato l’ignoto In un’Europa costellata di centrali nucleari, uno dei maggiori responsabili del disastro nucleare che verrà è caduto ai miei piedi”.

Redazione online