Vicepresidente Lombardia in Israele: “Shoah e Berlusconi, i mille volti della persecuzione”

Mario Mantovani (Vittorio Zunino Celotto/Getty Images)

Stanno facendo discutere le parole di Mario Mantovani, vicepresidente e assessore alla Salute di Regione Lombardia, che – in visita ieri in Israele – ha incontrato il primo ministro del Paese Benjamin Netanyahu e piantato un albero nel ‘Giardino dei Giusti’, dedicato ai cittadini di origine lombarda, evidenziando che “i nostri cittadini lombardi che non hanno esitato a scapito della propria vita ad aiutare gli ebrei italiani meritano di essere ricordati per sempre”.

Poi Mantovani ha declamato il suo “inno alla libertà” contro quelli che ha testualmente definito “i mille volti della persecuzione che come nel caso del leader dell’opposizione Silvio Berlusconi, possono manifestarsi anche con la negazione della parità dei diritti”. Parole confermate poi all’Ansa, a cui Mantovani ha ribadito che nel caso di Berlusconi “trattasi di una persecuzione, dal momento che non gli sono stati garantiti i diritti per i quali vengono piantati gli alberi per la difesa appunto dei diritti umani”.

Secondo l’esponente Pdl, in Israele “non ne hanno data l’interpretazione né usato la strumentalizzazione che c’è stata in Italia”. Ma le parole dell’assessore sono state polemicamente ribattute da Daniele Nahum, portavoce della comunità ebraica milanese: “Sono stufo e offeso. Siamo stufi di questi paragoni impropri perchè si offende la memoria degli ebrei e la memoria della pagina più nera della storia italiana recente cioè le leggi razziali. Chi si professa amico di Israele e degli ebrei dovrebbe smetterla con questi paragoni strumentali”.

Redazione online