Berlusconi: l’avvocato Coppi definisce “tramontata” la grazia, mentre Grillo torna all’attacco

Silvio Berlusconi (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

Il legale di Silvio Berlusconi, Franco Coppi, ha rilasciato alcune dichiarazioni oggi parlando con i giornalisti a margine dell’udienza d’appello sul processo Unipol. Secondo quanto detto ai cronisti da Coppi, la richiesta di grazia per il Cavaliere sarebbe “tramontata”. Seppur non specificando, l’avvocato che segue il condannato nell’ambito del processo Mediaset avrebbe fatto sapere che la difesa di Berlusconi ritiene chiusa la questione e che permane la pena di quattro anni di detenzione (tre dei quali abbuonati dal procedimento di indulto) e di due anni di interdizione dai pubblici uffici.

Mentre Coppi ha parlato della grazia per l’ex premier, è tornato ad intervenire sul tema Berlusconi il leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo. In un post pubblicato sul suo blog e intitolato “La memoria corta degli italiani”, il comico ha paragonato la psiche degli individui che compongono l’opinione pubblica nostrana al personaggio del marinaio di Oliver Sacks, il quale vive in un eterno passato e dimentica ogni nuovo stravolgimento del reale. “La memoria degli italiani è come quella del marinaio perduto. Si riavvolge dopo ogni fatto che sconvolgerebbe altre democrazie. Una situazione patologica di rimozione che non ha spiegazioni razionali. Si dibatte in questi giorni di Berlusconi, della sua decadenza da senatore, della sua incandidabilità, come se fosse in corso un normale confronto politico. Nessuno si ricorda che Berlusconi è un condannato in via definitiva per truffa fiscale, in sostanza un delinquente acclarato che non può in alcun modo sedere in Parlamento. “, scrive Grillo.

“L’italiano – ha continuato – è indotto a pensare che sia in corso una battaglia di libertà quando invece, più volgarmente, si tratta di evitare la galera a qualcuno. Si è persa la memoria del reato e Berlusconi è diventato il Grande Perseguitato. L’Italia è allo sfascio economico, questo nessuno lo può negare. E invece succede tutte le sere che dei telegiornali vigliacchi di regime descrivano futuri luminosi fuori dal tunnel. L’italiano riavvolge il nastro della sua miserabile realtà quotidiana e spinto dalla speranza crede a questi mentitori di professione. La crisi è iniziata da un ventennio, la caduta verticale della nostra produzione da almeno dodici anni, i partiti, le facce, di chi ha governato il Paese e lo hanno rintontonito di bugie sono gli stessi che oggi ci propongono cure miracolose e elisir economici portentosi”.

 

Redazione online