Filippine, tifone Hayan: emergenza epidemie. Bilancio ufficiale “ottimista” su numero delle vittime

Benigno Aquino, Presidente delle Filippine (Getty images)

Il presidente delle Filippine Benigno Aquino in una intervista alla mittente Cnn, smentisce in parte le stime che sono state finora diffuse sul numero delle vittime del tifone Haiyan: “Penso che 10mila sia troppo” sostiene il presidente filippine che avanza l’ipotesi che il bilancio dei morti sia probabilmente più vicino ai 2 mila/2.500. Tuttavia, ha sottolineato Aquino mancano ancora 29 comuni.

Come riporta Adnkronos, al momento il bilancio ufficiale delle vittime del tifone ha raggiunto i 1.798 morti: 1298 vittime sono state registrati nella provincia orientale di Leyte, 200 vittime sono state invece contate nella vicina provincia di Samar.
Secondo gli osservatori, la stima di 10.000 persone decedute nella sola città di Tacloban è ancora valida e “ottimista”.
Tra le priorità che devono fronteggiare le aree colpite, quella di trovare i cadaveri per scongiurare le epidemie.
In totale si contano 660.000 sfollati.

Un numero al quale si registra anche 3mila feriti mentre almeno 82 persone risultano disperse.

Un’area devastata dovre oltre 149mila abitazioni, sono state rase al suolo. Il governo oltre a contare i morti fai i conti con i danni alle infrastrutture e all’agricoltura per cui si stimano danni che ammontano a 10,72 milioni di dollari.
Il ministro dell’Energia filippino, Jericho Petilla ha riferito che saanno impiegati almento 2 mesi per ripristinare la rete elettrica nelle zone devastate dal tifone.

Ma la paura regna nell’arcipelago: infatti, una nuova tempesta denominata Zoraida si sta avvicinando alle zone colpite dal tifone venerdì scorso. La violenta perturbazione ha già colpito con piogge torrenziali alcune regioni.
I metereologi riferiscono che Zoraida sta passando attraverso le Filippine meridionali con raffiche di vento fino a 55 chilometri all’ora.
Secondo il ministro dell’Interno, Mar Roxas, la tempesta non graverà sulle operazioni di soccorso e di aiuti.

POPOLAZIONE
Migliaia di cittadini hanno preso d’assedio l’aeroporto di Tacloban, il capoluogo dell’isola di Leyte, una delle città più colpite dalla forza devastante del tifone. In molti sperano di abbandonare l’isola, altro cercano i loro famigliari.
Oltre all’emergenza umanitaria, i militari devono cercare di contenere la pressione dei disperati che tentanto di salire sugli aerei militari diretti a Manila dopo aver scaricato aiuti umanitarie e squadre di soccorso.
Nell’aeroporto devastato dalla furia del ciclone, possono atterrare da oggi anche i voli commerciali, ma questi sono ancora insufficienti per caricare gli sfollati che vogliono raggiungere i parenti a Manila.
Ad aumentare la folla vi è anche il fatto che nell’aeroporto, diventato la centrale di arrivo per gli aiuti, è stato allestito un grande ospedale da campo. Nei centri abitati fuori Tacloban, c’è anche chi tenta di fuggire via mare, ma i proprietari di barche chiedono prezzi proibitivi.

ITALIANI CONTATTATI
“Il gruppo di tre italiani che abbiamo contattato sta bene. Sono in rientro a Manila, verranno da noi in ambasciata e li assisteremo per l’eventuale rientro in Italia”, hanno riferito le fonti diplomatiche italiane dell’ambasciata italiana a Manila.
Secondo l’ambasciata restano ancora una decina di italiani da contattare: “Stiamo facendo ogni sforzo possibile per contattare i connazionali che sono irraggiungibili per motivi di comunicazione telefonica”.

AIUTI UMANITARI
E’ ingente lo sforzo internazionale dispiegato per i soccorsi alle zone devastate. L’Onu ha lanciato un appello alla comunità internazionale per un aiuto urgente di 297 milioni di dollari per far fronte all’emergenza, nei prossimi sei mesi.
Finora sono già stati stanziati 54 milioni di dollari da 28 Paesi e dalle organizzazioni internazionali. L’Unione Europea ha annunciato di aver stanziato 13 milioni di euro per gli aiuti d’emergenza.
“E’ una tragedia enorme per le Filippine abbiamo già visto gravi crisi, ma questa è una delle più distruttive e letali e le necessità sono enormi”, ha detto Valerie Amos, sottosegretario Onu per gli Affari umanitari e responsabile del coordinamento degli aiuti di emergenza.

Gli Stati Uniti e Gran Bretagna hanno inviato navi da guerra per portare aiuti nelle zone devastate che contano 10 milioni di abitanti pari al 10% della popolazione dell’arcipelago.
La portaerei Usa George Washington e le sue navi d’appoggio sono salpate d’urgenza da Hong Kong: sulle navi ci sono 7.000 marinai e un’ottantina tra aerei ed elicotteri che faranno la spola per portare alla popolazione acqua, cibo e medicinali. Si uniranno ai 90 marines che da lunedi’ sono schierati a Tacloban
L’Italia ha annunciato che fornirà aiuti per un milione di euro, tra denaro e beni materiali. Un aereo italiano è partito da Dubai con cibo, coperte e medicinali.

Il tifone Haiyan, declassato a tempesta tropicale, ha fatto vittime anche in Vietnam e nel sud della Cina. In totale si son registrate una ventina di vittime in entrambi i paesi.

Redazione

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