Scontro nel Pdl, Cicchitto: annullare Consiglio nazionale. Alfano: non accettiamo paragone con Fini

Angelino Alfano (Foto: VINCENZO PINTO/AFP/Getty Images)

Continuano le tensioni all’interno del Pdl. Mentre Silvio Berlusconi paventa sempre più il ritiro dell’appoggio al governo Letta in caso il Senato voti per la sua decadenza, Fabrizio Cicchitto e il vicepremier Angelino Alfano sono di tutt’altro avviso. “Come possono chiedere ai nostri ministri e ai senatori di continuare a collaborare al governo quando loro si rendono responsabili di un assassinio politico, dell’omicidio politico del leader del Pdl?”, ha chiesto Berlusconi. Ma non tutti nel Pdl-Forza Italia la pensano come lui e in vista del Consiglio nazionale il partito sembra destinato a spaccarsi.

“Per evitare uno scontro, questo Consiglio nazionale dovrebbe essere annullato“, ha dichiarato oggi Fabrizio Cicchitto intervenendo ad Omnibus su La7. “Ma allo stato attuale non ho sentito cose di questo tipo”, ha aggiunto. Secondo Cicchitto non si può pensare di fare il Consiglionazionale del partito, “smontare il Pdl, fare un partito con a guida un uomo solo – Berlusconi – e risolvere il problema del rapporto governo-decadenza il 27” novembre – giorno del voto sulla decadenza al Senato – perché questo “sarebbe un percorso impossibile, un falso compromesso, un imbroglio“, ha spiegato. Riguardo ad un eventuale rinvio del voto sulla decadenza di Berlusconi, Cicchitto ha affermato che si sono già guadagnati due mesi grazie ai ministri e agli esponenti del Pdl “governativi”; ma nessuno gliene dà atto, ha sottolineato. “Se il contesto del Consiglio Nazionale – ha continuato – segna un’intesa politica e si fa un dibattito e un confronto normale è un conto, ma se le cose restano al punto in cui stanno, con le ultime dichiarazioni di Berlusconi, allora le cose sono molto più complicate”. “Per il bene di Berlusconi e del paese bisogna tenere in piedi questo Governo – ha ribadito Cicchitto -, fare le riforme istituzionali e la riforma elettorale, realizzare un politica economica per la crescita, con tutti i vincoli di un’Europa arcigna, dopodiché nel 2015 andare al voto. Se si butta tutto per aria e si fa la crisi di Governo non si sa cosa ne viene fuori – ha avvertito -: nel migliore dei casi un Governo di scopo senza di noi per fare una legge elettorale rispetto alla quale noi non potremmo dire nulla, con un Paese che ci metterebbe in conto la crisi finanziaria che ne verrebbe e nessun vantaggio per Berlusconi”, è la conclusione di Cicchitto.

Dal canto suo, il vicepremier, Ministro dell’Interno e delfino di Berlusconi, Angelino Alfano, ha ddetto questa mattina a “La telefonata” su Canale 5: “Sappiamo benissimo quanto Berlusconi abbia voluto questo passaggio dal Pdl a FI, quindi non è interesse di alcuno andare lì a rovinare la festa. Confidiamo che ci siano le condizioni per andare insieme a fare una scelta unitaria e condivisa attorno a Berlusconi“. “Noi siamo tutti frutti o rami dell’albero berlusconiano – ha continuato Alfano -. Non accettiamo paragoni che non ci appartengono per storia, biografia e anche per rapporto con Berlusconi, perché con lui abbiamo un rapporto di grande affetto e un vincolo non paragonabile a quello di altri“,facendo riferimento al paragone con Gianfranco Fini fatto da Berlusconi stesso nei giorni scorsi.

Redazione