Vendita spiagge nella legge di stabilità, il Pd torna sui suoi passi

Turisti in spiaggia (NICO CASAMASSIMA/AFP/Getty Images)

Non si placano le polemiche intorno agli emendamenti presentati rispetto alla legge di stabilità, che in questi giorni sono all’esame della commissione Bilancio del Senato; di fronte alle pressioni arrivate anche dai Verdi e da altre associazioni ambientaliste, infatti, il Partito Democratico avrebbe deciso di ritirare l’emendamento – del tutto simile a quello presentato dal Pdl – sulla vendita delle aree su cui sorgono gli stabilimenti balneari, sinora in concessione, che prevedeva tra l’altro il diritto di prelazione per gli attuali concessionari.

Aveva denunciato il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli: “Anche alcuni senatori del Partito democratico, in particolare Granaiola, Fabbri, Marcucci, Vattuone, Favero, Tomaselli, Albano, Caleo, Padua e la senatrice della Lega Bruni hanno presentato emendamenti per la vendita delle spiagge identici a quello della Pdl”. Aveva proseguito poi il leader ambientalista: “Si trattano le spiagge degli italiani come un fatto privato e di sostenibilità economica per le imprese che già hanno avuto quelle concessioni demaniali in assenza di qualsiasi gara di evidenza pubblica trasformando le spiagge italiane in una distesa di cemento”.

Aveva rammentato Bonelli: “Quando fu Tremonti a proporre di vendere le spiagge o di allungare la concessione intorno ai 50 anni la sinistra, giustamente, si oppose con forza. Perché oggi alcuni senatori del Pd presentano emendamenti che ricordano quelli di Tremonti? Invece di fare una seria riforma del demanio marittimo per restituire le spiagge ai cittadini, riequilibrando il rapporto tra spiaggia in concessione e spiaggia libera, si attacca un bene di tutti ‘svendendo’ le spiagge”.

Si schierava contro gli emendamenti sulla vendita delle concessioni balneari anche il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, sostenendo: “Le norme che paiono emergere dal confronto parlamentare e che propongono la sdemanializzazione di porzioni di litorale e spiagge sono politicamente inaccettabili e tecnicamente sbagliate”. Prosegue Orlando: “Un conto è interrogarsi su come evitare che la normativa europea impatti in modo eccessivamente negativo su imprese che producono servizi e occupazione, un altro è pensare di aggirare la normativa stessa svendendo un pezzo del patrimonio ambientale e paesaggistico del Paese”.

Nella serata di ieri, dunque, il dietrofront del Pd, attraverso il proprio segretario Guglielmo Epifani: “Il Pd stasera ha detto che, sulla vendita delle spiagge, quella dei 9 senatori non è la posizione del partito. Io avevo detto qualche giorno fa che le spiagge sono di tutti. Lasciamole di tutti”. Contro la vendita delle concessioni balneari anche il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, mentre a emendamento ritirato, una dei firmatari, Manuela Granaiola, ha chiosato: “Mi dispiace che una sua lettura distorta e approssimativa ne abbia stravolto il senso autentico e originale”.

Redazione online