Napoli, Benitez: “Bilancio fantastico finora, siamo al 75%. Hamsik non è in crisi”

Rafa Benitez (Getty Images)

 

Rafa Benitez, allenatore del Napoli, è intervenuto a Radio Kiss per parlare dei suoi primi mesi sulla panchina del club azzurro e per analizzare la stagione disputata sino a qui dalla sua squadra.

Come giudica il percorso del Napoli fin qui?
“Il bilancio è fantastico, siamo una squadra che gioca in Champions e ha fatto un ottimo inizio di campionato”.

Dove è il rammarico?
“La Roma e la Juve hanno tenuto un grande passo. Noi eravamo là prima dell’ultima partita. Queste sfide spesso sono decise dagli episodi. Ma abbiamo analizzato tutto e la strada è quella giusta”.

L’analisi della partita di Torino richiama quella con l’Arsenal per l’approccio?
“Siamo ancora al 75%, possiamo migliorare. Siamo quelli che hanno fatto più reti nei primi 15 minuti. La concentrazione è giusta. Lavoriamo comunque per la fase difensiva nonostante i tanti assenti per la sosta”.

Ma non c’è un po’ di rammarico per il pari col Sassuolo?
“Il campionato è difficile. Tutte le squadre sono forti. Noi abbiamo perso 3 giocatori titolari tra cui il capocannoniere, abbiamo un nuovo allenatore, siamo solo all’inizio”.

Proverà a chiudere la pratica Champions in Germania?
“Sarebbe meglio. Avremmo comunque firmato per 9 punti dopo 4 partite. Sarà una gara difficilissima, tuttavia stiamo crescendo e abbiamo ancora molto da imparare. L’allenatore è l’eterno insoddisfatto”.

Lei ha vinto dappertutto. Perchè vincere a Napoli sarebbe più bello?
“Per la sua storia negli ultimi anni, per la passione della gente, dei tifosi”.

Serve un cambio di modulo?
“No. Non è un problema per me se bisogna cambiare qualcosa. Dobbiamo capire cosa fare e avere uno stile. Proseguiremo con il nostro stile, le nostre idee. In più ci manca Zuniga, giocatore fondamentale”.

Hamsik è in crisi?
“Ha già fatto 6 gol, gli ho detto che deve segnarne altri 9. Sono tranquillo perchè lui vuole fare ciò che gli chiedo”.

Lei ha detto di apprezzare Higuain per il movimento che aiuta la squadra.
“E’ un giocatore utile per tutto, che fa giocare bene gli altri. Basti pensare alle giocate di Firenze”.

Prima o poi la sensazione è che un gol lo facciate. Ma a Roma e Torino non è successo.
“A Torino abbiamo avuto le occasioni contro il club che ha vinto gli ultimi due scudetti. Dobbiamo attaccare meglio per trovare i giusti spazi”.

Amore a prima vista tra lei e la città. Come si trova?
“Il passato spagnolo aiuta. Non capisco se mi parlano veloce ma almeno sappiamo che qualche parola è simile. La città è stupenda, ci sono moltissimi posti da visitare”.

La diverte la storia dei sosia?
Non si può controllare, ma non mi crea alcun problema“.

De Laurentiis ha detto che siete pronti a intervenire sul mercato.
“Lui è sempre disponibile per aiutarci. Noi siamo consapevoli che a gennaio non sia facile trovae l’uomo giusto. Stiamo lavorando per trovarlo”.

Lei ha una banca data pazzesca sui giocatori, pc che danno in tempo reale numeri sul possesso palla.
“Sono vecchio e così è più facile ricordare, ma il segreto è avere uno staff all’altezza. Ora si lavora con l’i-pad. Deve essere così. Abbiamo tanti sistemi per vedere i calciatori“.

Soddisfatto per l’arrivo di Revelleire?
“Il presidente e Bigon hanno subito cercato un sostituto di Mesto. Era un nome dello staff e degli osservatori. A me è andato benissimo. E’ una scelta condivisa. Può giocare sia a destra che a sinistra. Gli abbiamo spiegato la situazione e ha deciso di rischiare“.

Come l’ha convinta il presidente a venire a Napoli?
“Ho avuto una riunione con i miei collaboratori, ho incontrato il presidente e Bigon a Londra. Abbiamo parlato di calcio, di tutto e ho deciso di accettare perchè era la scelta giusta, la scelta migliore”.

Vuole dire qualcosa ai tifosi?
“E’ importante ricordare dove era la squadra 4-5 anni fa e dove vogliamo arrivare. E’ fondamentale il San Paolo: devono venire qui Roma, Juve, Milan, Lazio e Fiorentina. Devono stare vicino alla squadra, aiutarci nei momenti di difficoltà”.

Bisogna guardare il calendario?
“Le altre devono sentire un po’ di pressione e paura a venire qui a giocare”.

Da bambino sognava di fare l’allenatore?
“Quando giocavo facevo il centrocampista e davo già indicazioni a tutti. Mio padre mi fischiava per questo e mi diceva di andare a fare gol invece di parlare”.

Matteo Bellan