Macerie in Siria (Pablo Tosco/AFP/Getty Images)

Lo Stato islamico per l’Iraq e il Levante (Iris), referente dell’organizzazione Al Qaeda in Siria, ha chiesto – attraverso un comunicato – “comprensione e perdono” per aver decapitato per sbaglio un proprio miliziano. E’ l’ultimo, orrendo episodio di un conflitto civile che da due anni e mezzo sta insanguinando la Siria e sarebbe avvenuto qualche settimana fa ad Aleppo.

Secondo quanto si apprende, dopo la diffusione on-line di un filmato in cui veniva mostrata alla folla una testa mozzata di un uomo, si è avanzata l’ipotesi che in realtà la macabra uccisione non fosse di un esponente dei lealisti, ma di un membro del gruppo sunnita Ahrar al-Sham, combattente anch’egli dell’ala oltranzista dei ribelli.

Dopo qualche giorno, un portavoce dell’Iris ha confermato che quella testa mozzata apparterrebbe a Mohammed Fares, un comandante del gruppo sunnita di cui da alcune settimane non si hanno più notizie. Pare che all’origine della macabra esecuzione, ci sarebbero dei fraintendimenti su alcune frasi riferite dall’uomo rispetto agli imam Ali e Hussein, ispiratori dell’islam sciita. Lo sostengono l’Osservatorio siriano per i diritti umani e diversi attivisti.

L’episodio è l’ennesima conferma del caos e delle lacerazioni presenti all’interno dell’opposizione siriana al regime di Bashar Al Assad, soprattutto dopo che, negli ultimi mesi, l’ala qaedista di Iris ha ottenuto sempre maggior consenso e potere.

Redazione online