Equitazione, morto il colonnello Raimondo d’Inzeo: è lutto nazionale

Raimondo Inzeo alle Olimpiadi di Roma nel 1960 (Getty images)

E’ finita da poco la fiera Cavalli di Verona con la quale per un breve tempo, il mondo dell’equitazione è tornato sotto ai riflettori riportando in primo piano un settore in crisi e che necessità di politiche di rilancio ma anche di una maggiore attenzione dei media sportivi per risollevare l’interesse alle molteplici discipline agonistiche che ne derivano e nelle quali l’Italia si è sempre affermata sul piano internazionale.

E così, con un po’ di amarezza, si apprende che uno dei più importanti saltatori ad ostacolo, che incantava le tribune con la sua eleganza, ci ha lasciati alla veneranda età di 88 anni: ieri sera è morto a Roma il colonello dei Carabinieri Raimondo d’Inzeo che per l’Italia aveva partecipato a 5 olimpiadi vincendo un oro ed un bronzo alle olimpiadi di Roma del 1960, 2 argenti a Melbourne nel 1956, un bronzo a Tokyo nel 1964 ed un altro, l’ultima medaglia olimpica a Monaco di Baviera nel 1972.

Inzeo è stato uno dei più importanti cavallerizzi italiani che insieme al fratello Piero, colonello di Cavalleria partecipava ogni anno al concorso romano di Piazza di Siena.

In ricordo della sua figura, il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha disposto un minuto di silenzio, per sabato e domenica, in tutte le manifestazioni sportive.

Raimondo d’Inzeo era nato nella provincia di Rieti a Poggio Mirteto nel febbraio del 1925. Figlio di un ufficiale di cavalleria e maestro di equitazione, ha iniziato prestissimo a praticare la disciplina e con il fratello maggiore Piero ha formato una coppia rinomata mondialmente affermandosi in otto edizioni consecutive dei Giochi olimpici, dal 1948 a Londra al 1976 a Montreal.

Sul piano internazionale Inzeo è stato uno dei massimi campioni nella storia mondiale del salto ad ostacoli con Winkler, D’Oriola, Pessoa padre e figlio.

Raimondo, nell’era del XX secolo, fu uno dei seguaci del metodo rivoluzionario introdotto dal Capitano livornese Federico Caprilli che allo scadere del XIX secolo diede vita al “Metodo Caprilli”, un sistema di Equitazione Naturale che ha modificato lo stile di preparazione dei cavalli nel rispetto dell’animale e che ancora oggi è seguito in tutto il mondo. Un film-documentario, uscito nel 2009, “Da Caprilli ad Inzeo, trent’anni dopo” racconta la storia di questi due illustri protagonisti.
La pellicola è stata realizzata grazie alla collaborazione del Col. Piero D’Inzeo, Col. Ludovico Nava, Roberto Arioldi, Filippo Moyersoen e Natale Chiaudani.

Redazione