Silvio Berlusconi: “Nuovo Centrodestra non mi pare un nome efficace”

Silvio Berlusconi (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/GettyImages)

Al palazzo dei Congressi di Roma, Silvio Berlusconi è intervenuto per relazionare nel corso del Consiglio nazionale del Pdl. L’ingresso del Cavaliere nella sala in cui si sta svolgendo il Consiglio è stato caratterizzato dalla diffusione dell’inno nazionale. Una volta salito sul pulpito, Berlusconi ha iniziato a parlare della situazione politica e a presentare, soprattutto alla luce delle vicissitudini di ieri sera, la nuova Forza Italia. Tra le sue prime parole quelle con cui l’ex premier ha chiesto ai suoi militanti di spendersi per l’adozione di nuovi attivisti. “Abbiamo bisogno di rinforzi, perché siamo tutti un po’ meno giovani, perché altri hanno preso un’altra direzione, perché tante personalità di peso il tempo ha allontanato da questa vita o da una partecipazione politica attiva” queste le parole di Berlusconi, il quale ha invitato a fare proseliti nelle scuole, nelle università, tra i giovani.

“Il Popolo della Libertà è formato da due bellissime parole, ma mai venivamo indicati con questo nome. Abbiamo fatto una verifica e anche in televisione in molti dicevano Pdl. Questo acronimo non comunica nessuna emozione. Sono felice che siamo ritornati a questo nome che abbiamo tutti nel cuore: Forza Italia”, ha continuato il Cavaliere

Riguardo alla spaccatura verificatasi nel corso della serata di ieri con le cosiddette “colombe” e i filoministeriali, Berlusconi ha detto: “Ci sono state delle differenze non sui programmi, non sulle idee, delle differenze, ma delle distanze tra singole persone. Si è creata un’atmosfera grigia. Si è formata una situazione che non rendeva, a mio giudizio, possibile di continuare insieme, pacificamente, un lavoro comune”. Berlusconi ha poi comunicato alcuni dettagli del colloquio di ieri sera: “Ieri eravamo arrivati a un accordo, salvo che poi hanno chiesto come fatto imprescindibile che ieri sera si riunisse il nostro Ufficio di Presidenza”.

L’ex premier si è poi riferito al nuovo gruppo formato dagli alfaniani,  denominato Nuovo Centrodestra. “Anche il nome mi sembra un nome non particolarmente efficace“, ha ironizzato Berlusconi, per poi affermare: “Dobbiamo comportarci con il Nuovo Centrodestra così come ci comportiamo con la Lega e con Fratelli d’Italia”. Non c’è stato dunque l’attacco frontale ad Alfano e ai governativi del Pdl.  “Non dobbiamo scavare un solco che poi sarà difficile da rimuovere – ha spiegato il Cavaliere -.  Questo gruppo, anche se adesso apparirà come un sostegno alla sinistra, al Pd, dovrà poi necessariamente far parte della coalizione dei moderati“.  “Vorrei raccomandarvi di non fare alcuna dichiarazione” contro il Nuovo centrodestra”, ha esortato Berlusconi i suoi.

Poi l’affondo al Pd: “E’ molto difficile essere alleati in Parlamento e sedere allo stesso tavolo in Consiglio dei ministri con chi vuole uccidere politicamente il leader di un partito”, ha sottolineato Berlusconi.

L’ex premier ha quindi criticato la legge di stabilità varata dal governo di Enrico Letta: “Non possiamo pensare che una legge di stabilità come quella di adesso possa portare qualche pur minimo risultato – ha detto -, dobbiamo considerare la situazione globale in Ue a partire da un cambiamento della politica imposta a tutti dalla Germania e di cui beneficia solo Berlino”, ma ha aggiunto, “non vedo dei ministri che trattino queste pratiche con coraggio e statura necessaria per farsi ascoltare in Europa, questa è la situazione”.

Sul futuro governo italiano, Berlusconi ha detto: “Se il prossimo governo sarà di larghe intese Pd-5Stelle, io credo che molti di noi non resteranno a vivere in Italia. Saranno costretti ad espatriare”.

Redazione online