Caso Cancellieri: Civati e 15 del Pd presentano mozione di sfiducia

Pippo Civati (screenshot Skytg24)

E’ stata presentata una mozione di sfiducia al Ministro delle Giustizia Annamaria Cancellieri da 15 parlamentari del Pd e sulla quale il candidato alla segreteria del partito Pippo Civati chiederà il voto dell’assemblea Pd.

“Nel caso Cancellieri paiono venir meno i presupporti di trasparenza, lealtà, dignità e correttezza che dovrebbero indirizzare e contraddistinguere i comportamenti di ogni Ministro della Repubblica e tale situazione fa venir meno, oggettivamente e soggettivamente, la fiducia nel Ministro della Giustizia”, è scritto nel testo della mozione in cui vengono ricostruite le tappe della vicenda Ligresti, come le telefonate del Guardasigilli, il suo intervento in parlamento e gli ultimi sviluppi.
“Il Ministro della Giustizia pro-tempore avrebbe rilasciato dichiarazioni certamente incomplete sui suoi contatti telefonici con membri della famiglia Ligresti durante il periodo delle indagini, con un comportamento palesemente reticente”.

La mozione, stando a quanto riferisce Civati, è stata “sottoscritta dai senatori Felice Casson, Laura Puppato, Sergio Lo Giudice, Corradino Mineo, Walter Tocci, Lucrezia Ricchiuti, Donatella Albano“.
Tra i deputati, oltre a Civati, il testo è stato firmato da “Luca Pastorino, Giuseppe Guerini, Paolo Gandol, Davide Mattiello, Veronica Tentori, Maria Grazia Rocchi e Sandra Zampa“.

“Ecco la mozione che porteremo al gruppo del Pd questa sera, per fare partire una discussione politica che non si svolga solo negli studi televisivi e che si chiuda con un voto e con una presa di posizione netta, come lo sono state (o lo sono sembrate) le dichiarazioni sui media di tutti e quattro i candidati (fino a ieri sera) e di molti esponenti del Pd di tutte le sensibilita’”, ha scritto Civati sul suo blog che ha poi proseguito che “valuteremo se c’è coerenza nei comportamenti. Leggiamo già che molti si sono defilati, che un partito di maggioranza non può votare una mozione di sfiducia presentata dalle minoranze e che addirittura non può presentare un proprio documento. Tutte cose serie, s’intende: solo che non si capisce quale sia la posizione del Pd”.

“Siccome siamo inseguiti dalle solite inutili polemiche, faccio rilevare che il testo non sarà portato direttamente in aula, perché è il Pd che deve prendere posizione, non i suoi singoli esponenti. Perché il senso della nostra proposta è proprio questo: quello di far prendere posizione al partito, una volta per tutte, come NON è puntualmente accaduto in altre occasioni simili”, ha sottolineato Civatti.

Redazione