Caso Cancellieri: faccenda Ligresti attività ordinaria. Non ci sono detenuti di serie A e di serie B

Il Ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri (Getty Images)

La ministra alla Giustizia, Anna Maria Cancellieri, ha oggi relazionato in Parlamento riguardo alla vicenda Ligresti che l’ha gettata al centro di uno scandalo e che oggi la vede oggetto di una mozione di sfiducia presentata dal Movimento 5 Stelle. “Ordinaria attività di prevenzione che si è manifestata in maniera assolutamente autonoma, come dimostra la scansione degli avvenimenti” così è stato definito l’intervento che il guardiasigilli ha effettuato a favore della figlia di Salvatore Ligresti. “La mia comunicazione è stata analoga a quella che io e i miei uffici trasmettiamo quotidianamente”, ha continuato Cancellieri, sottolineando il fatto che l’impegno per la scarcerazione di Giulia Ligresti è stato il risultato di un atto che il Ministero della Giustizia compierebbe quotidianamente per detenuti in difficoltà. Cancellieri ha quindi respinto  “con assoluta fermezza” che quanto successo sul caso Ligresti sia il risultato di un iniquo trattamento di classe che agevola cittadini di serie A e mette in situazione di svantaggio cittadini di serie B.

“Non vi è stato nessun favoritismo” ha ribadito la ministra. “Ma i miei doveri di ministro della Giustizia e la mia coscienza non mi avrebbero consentito di comportarmi in questo caso in altra maniera rispetto agli stessi casi che giungono alla mia attenzione”, ha proseguito Cancellieri. Commentando le polemiche sulla telefonata a Gabriella Fragni, moglie di Salvatore Ligresti: “Ho solo inteso manifestare a una persona che conoscevo da vari anni la mia umana compassione”, ha detto.

Il guardiasigilli ha poi continuato comunicando la sua amarezza per le accuse che le sono state rivolte in queste ultime settimane ed ha definito “congetture inaccettabili, le singole parole estrapolate dal contesto e senza tener conto dell’emotività”.

Cancellieri ha poi affermato che, da parte sua, non c’è stata alcuna omissione in relazione alla presunta telefonata con Antonino Ligresti, fatto sul quale la stampa si era concentrata a seguito della notizia secondo la quale c’era la possibilità che la Procura di Torino iscrivesse la ministra nel registro degli indagati in relazione al caso.

 

Redazione online