Matteo Renzi sul caso Cancellieri: “Con me segretario avremmo votato la sfiducia”

Matteo Renzi (getty images)

Intervenendo in diretta nel corso della trasmissione televisiva “La gabbia”, condotta da Gianluigi Paragone su La7, il sindaco di Firenze Matteo Renzi è tornato sul caso Cancellieri-Ligresti, sottolineando: “Fossi stato segretario del Pd, avrei dato l’indicazione di votare la sfiducia. Credo che sia stato un errore quello di consentire al ministro Cancellieri di restare al suo posto, però rispetto la posizione politica che è venuta dal presidente del Consiglio”.

Ha spiegato Renzi: “Non c’è niente di illecito in quello che ha fatto la Cancellieri, cioè non c’è niente che è andato contro le leggi, non è però vero che bisogna aspettare un avviso di garanzia per mandare via un ministro o viceversa con un avviso di garanzia può anche restare, perché l’avviso di garanzia non è una condanna. Il punto centrale è che il ministro ha dato l’impressione, non nella telefonata in cui ha parlato delle condizioni di salute di una detenuta, ma in quella precedente, di essere talmente amica della famiglia Ligresti da arrivare a dire che non era giusto quanto stava accadendo. Lo ha detto almeno tre volte”.

Secondo Renzi, ritenere ingiusta “un’azione della magistratura riguardante tre arresti e un mancato arresto” è sbagliato, perché “dà nei cittadini l’impressione che ci sia un atteggiamento diverso a seconda del cognome che porti, se ti chiami Ligresti o se ti chiami Rossi, Bianchi, Verdi e così via”. Ha concluso il sindaco di Firenze: “Alla luce di questo, credo che il ministro abbia perduto quella autorevolezza necessaria a fare il Guardasigilli, ad esercitare l’azione disciplinare, a proporre le riforme della custodia cautelare o le riforme del sistema carcerario; Letta spiegando che la sfiducia per la Cancellieri sarebbe divenuta una sfiducia nei suoi confronti si è assunto una bella responsabilità, io non l’avrei fatto, ha scelto di farlo, lo rispetto”.

Redazione online