Ucraina non firma accordo associazione con Ue: proteste in tutto il paese

Protesta deputati pro UE nel Parlamento in Ucraina, Kiev (Getty images)

E’ stato definito dai media il “giovedì nero dell’Ucraina”, quello in cui ieri il governo ha deciso di rinunciare all’accordo di associazione proposto dalla Unione Europeo a solo una settimana dalla firma prevista.
Secondo quanto riporta il sole24ore, il motivo per cui l’Ucraina a voltato le spalle all’Ue mira in realtà a rilanciare le relazioni economiche con la Russia.
Ieri, il premier Mykola Azarov ha firmato un decreto per “sospendere il processo di preparazione dell’accordo di associazione tra Ucraina e Ue”.
L’inviato Ue per l’Ucraina, Aleksander Kwasniewski, ha confermato che al prossimo vertice con l’Ue previsto per il 29 novembre a Vilnius non sarà firmato il trattato di associazione di Kiev al’Ue: “La nostra missione è finita ed è un peccato che non si sia conclusa con la firma ma é una decisione dell’Ucraina, non dell’Europa”.

All’annuncio del ritiro dell’accordo, migliaia di cittadini hanno protestato ieri notte in Ucraina: a Kiev, circa 2.000 persone sono scese in piazza In Maidan; altre manifestazioni si sono svolte a Uzhgorod, Ivano-Frankivsk, Lutsk e Leopoli. Come riporta l’Ansa, la maggior parte delle regioni coinvolte nelle proteste, sono situate nella parte occidentale del paese, ovvero quella “culturalmente e linguisticamente meno legata alla Russia”. Manifestazioni contro al governo si sono svolte anche a Donetsk.

Tuttavia, il sole24ore, sottolinea che ora bisogna verificare gli effetti di questa decisione sulle relazioni nel settore del gas con la Russia e con la Ue che aveva annunciato nei giorni scorsi che sarebbe stato definito un accordo per far passare le importazioni di gas verso la Slovacchia per ridurre la dipendenza dalla Russia. E non solo: da circa un anno l’Ucraina ha cominciato a importare gas dall’Ungheria e dalla Germania sulla base di un accordo di fornitura con il gruppo tedesco Rwe con l’obiettivo di ridurre di circa il 40% la dipendenza dagli acquisti diretti di gas russo.

Redazione