“Natale 2013” all’insegna della crisi per 7 italiani su 10

Mercatino di Natale a Dresda (Getty images)

Il count down per il Natale è cominciato e con l’avvicinarsi della data “X” della festività cristiana, gli italiani tirano le somme di un anno “nero” nel quale la crisi economica e occupazionale, nonstante gli auspici dei governi “ad una crescita”, hanno ridotto all’osso i risparmi delle famiglie.

Da un mese a questa parte, sono stati numerosi gli appelli delle associazioni dei consumatori, ma anche della Coldiretti in base alle indagini statistiche dell’Istat con i quali si ammoniva che per gli italiani quest’anno il Natale sarà all’insegna di un netto calo negli acquisti anche per quanto riguarda i beni di consumo.

A questi si aggiungono, i risultati di un sondaggio sui “sentimenti degli italiani” condotto da Confcommercio in collaborazione con Format Ricerche.
Alla gioia brullicante associata agli addobbi luccicanti natalizi, fa da controaltare la sensazione di molti concittadini che nel 2013, vi sarà un Natale “di crisi” e che con molte probabilità non sarà nemmeno l’ultimo.
Questo sentimento è condiviso da ben 7 italiani su 10. Una percentuale, che secondo il rapporto, è in crescita rispetto al 66,4% del 2012).
2 itlaiani su 3 sono convinti che la situazione non cambierà almendo da qui a due anni, mentre sale il numero di chi si sente più povero rispetto al 2012, un sentimeno condiviso da ben il 47% degli italiani.

In questo scenario, sale leggeremente anche la percentuale di chi non farà acquisti passando dal 13,7% nel 2012 al 14,2% nel 2013.
L’86% degli italiani non rinuncia ai regali considerati un “rito irrenunciabile” per una festività all’insegna della famiglia e dei più piccoli.

Cresce la quota di italiani secondo cui il prossimo Natale sarà vissuto in maniera “molto dimessa” passando dal 66,4% nel 2012 al 69,3% nel 2013.

4 italiani su dieci ritengono che la crisi durerà ancora per almeno due anni, mentre il 60% non si aspetta che finisca prima, solo un 5% è ottimista e pensa che terminerà entro pochi mesi. Un 15% prevede invece che si protrarrà ancora per una anno.

Secondo Confcommercio, “l’area di difficoltà cresce presso i consumatori più giovani, ossia coloro che hanno meno di 34 anni, presso i consumatori che risiedono nelle grandi aree metropolitane di Roma, Milano, Torino, Genova, Napoli, Bari e nelle regioni del Nord-Est dal Friuli Venezia Giulia al Veneto”.

Rispetto all’impoverimento delle famiglie, il 34,6% degli italiani ritiene che nel 2013 la situazione economica della propria famiglia è diventata “un po’ meno buona” rispetto al 2012, mentre il 9,8% ritiene sia diventata “assai meno buona” rispetto a quella dei dodici mesi precedenti. Per il 54,1% è rimasta stazionaria.

Non sono di meno le percezioni per il 2014: il 4% ritiene che la situazione economica della propria famgilia migliorerà entro i prossimi 12 mesi, il 20% ritiene che peggiorerà ancora nel corso del 2014 mentre una stragrande maggioranza, del 72,4%, si rivela ottimista e pensa che la situazione resterà pressoché uguale a quella del 2013.

Redazione