Beppe Grillo replica a Letta: “E’ vero, siamo populisti rabbiosi”

Beppe Grillo (Getty images)

Nella lettera indirizzata alla convenzione del Partito Democratico, in corso a Roma, il premier Enrico Letta ha evidenziato: “Spero che le primarie siano una straordinaria prova di partecipazione, a risposta, alta e vitale, alle tante degenerazioni emerse in questi anni nel rapporto tra politica e società. La risposta a chi grida e basta e fa leva sulle paure dei cittadini perche’ non ha altri argomenti se non quelli del populismo rabbioso”.

Al presidente del Consiglio ha replicato, sentendosi chiamato in causa, Beppe Grillo, che ha spiegato: “Finalmente una verità. Certo, siamo populisti e riconosciamo nella volontà popolare la vera democrazia. Certo, siamo rabbiosi verso questi partiti che hnnia depredato il Paese e ora si atteggiano a salvatori. Certo, siamo populisti rabbiosi e quando avremo la maggioranza, cancelleremo dalla Storia questa classe politica”.

Secondo Grillo, “questo signore sta perdendo la testa. Lui sa che la politica dell’austerità voluta dalla Bce per salvare i crediti delle banche tedesche e della Germania nei nostri confronti ci porterà a schiantarci contro il muro. Lo sa benissimo. E’ come un condannato nel braccio della morte che vuole guadagnare tempo. Il debito pubblico esplosivo e il rapporto con il Pil avviato a sfondare il 140% nel 2014 sono una miccia che non si può spegnere con le misure ridicole proposte da duo Letta/Saccomanni”.

Critiche a Grillo sono arrivate oggi anche da Eugenio Scalfari, nel tradizionale editoriale della domenica su ‘Repubblica’: “Adesso Grillo cavalca lo sciopero dei lavoratori di Genova e vuole che si estenda a tutta Italia. Non solo lo sciopero ma anche i cortei di violenza e gli assalti alle sedi del Pd”. Ha aggiunto il fondatore del principale quotidiano italiano: “Rottamare tutto per ricostruire tutto e tenersi il ‘Porcellum’ ma senza la libertà di mandato per i membri del Parlamento: ecco il caso tipico d’un rottamatore che sogna la dittatura personale. Spero che non abbia imitatori. Lui del resto non fa che imitare il Berlusconi che fu (ma che viva fino a cent’anni)”.

Redazione online