Berlusconi: decadenza nei miei confronti è ‘colpo di Stato’

Silvio Berlusconi (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

Silvio Berlusconi non demorde e attacca l’ipotesi di voto di decadenza nei suoi confronti al Senato: “Io non vedo come si possa chiamare in modo diverso da colpo di Stato, quello che sta succedendo ad opera della sinistra in Parlamento, partendo da una sentenza politica, che io ho definito criminale, e che punta a sottrarre al centro-destra il leader capace di vincere le elezioni, spianando così la strada alla conquista definitiva del potere da parte della sinistra. Quindi io credo che la realtà valga su tutto, prevalga su qualunque opinione ed espressione”, così ha detto oggi l’ex premier alla trasmissione radiofonica “Prima di Tutto” su Radio 1. Solo ieri, tuttavia, Angelino Alfano, delfino di Berlusconi e ora a capo del Nuovo Centrodestra, aveva definito quella contro Berlusconi “una grande ingiustizia”, escludendo il “colpo di Stato”. L’ingiustizia, secondo Alfano, sta nell’applicazione retroattiva nei confronti di Berlusconi della legge Severino, quella che prevede la decadenza dalla carica parlamentare per quei deputati e senatori che abbiano subito una condanna penale a più di due anni di reclusione. Legge che per altro lo stesso centrodestra aveva votato appena un anno fa. La decadenza di Berlusconi dalla carica di senatore farebbe seguito alla condanna a quattro anni di reclusioni per frode fiscale nel processo Mediaset, con sentenza divenuta definitiva lo scorso agosto

L’ex premier aveva già paventato il colpo di Stato nei suoi confronti e nei confronti del suo schieramento politico, parlando sabato alla convention dei giovani di Forza Italia, il partito fondato venti anni fa e ora riportato in vita con lo scioglimento del Pdl. Berlusconi si era detto “preoccupatissimo per l’attacco che si sta portando alla nostra libertà”. Berlusconi aveva anche detto di aspettarsi la grazia dal Presidente della Repubblica Napolitano senza bisogno di chiedergliela, per evitare, aveva aggiunto, “questa ignominia dei servizi sociali“. Una pretesa che ha ricevuto la secca e dura risposta del Quirinale, che in una nota del Presidente della Repubblica ha dichiarato: “Non ci sono le condizioni per un intervento del Capo dello Stato. I giudizi di Berlusconi sono gravi e fuori misura”.

Intanto si avvicina la data del voto dell’Aula del Senato sulla decadenza di Berlusconi, fissata per mercoledì 27 novembre, dopodomani, salvo rinvii dell’ultim’ora.

 

Redazione