Israele: via libera a nuove costruzioni in Cisgiordania

Insediamento israeliano in Cisgiordania (Getty Images)

Le autorità israeliane attraverso una commissione dell’amministrazione militare della Cisgiordania ha dato il via libera alla costruzione di 829 alloggi in diversi insediamenti nel terriotrio occupato della Cisgiordania.

La notizia è stata annunciata dall’organizzazione non governativa “Peace Now”. Secondo il portavoce dell’Ong, Lior Amihai, questa decisione è “un’ulteriore mossa che minaccia di compromettere il processo di pace”.
Secondo le informazioni fornite da Peace Now, le nuove abitazioni saranno costruite negli insediamenti di Givat Zeev, Nofei Prat, Shilo, Givat Salit e Nokdim, a nord di Gerusalemme.

All’inizio del mese di novembre, il premier israeliano Benyamin Netanyahu aveva annullato il progetto di costruzione di 20 mila nuovi alloggi per coloni in Cisgiordania e a Gerusalemme est a fronte della posizione del presidente palestinese Abu Mazen determinato a porre fine ai colloqui di pace, spingendo sul Consiglio di Sicurezza al fine di intensificare gli sforzi diplomatici per far divenire l’Autorità palestinese membro effettivo di altre organizzazioni delle Nazioni Unite.
Il nuovo piano che era stato presentato dal ministro israeliano delle costruzioni Uri Ariel aveva fortemente preoccupato gli Stati Uniti, tanto che la Casa Bianca aveva reso noto di non accettare di legittimare la continuazione di queste attività.
Il segretario di Stato John Kerry, incaricato di mediare nelle trattative di Pace aveva più volto ammonito Israele sottolineando che “nuove costruzione in Cisgiordania potrebbero compromettere le trattative con le autorità palestinesi. Ci tengo a dichiarare che mai i palestinesi hanno acconsentito ad accettare la colonizzazione in occasione della ripresa dei negoziati”, aveva detto Kerry.

Una posizione condivisa anche dall’Unione Europea ribadita recentemente dal presidente francese François Hollande che si è recato in visita ufficiale in Israele e incontrando anche il leader palestinese: “La colonizzazione è il più grande pericolo per le trattative e per la soluzione dei Due Stati”, aveva detto Hollande sottolineando che “la Francia ritiene inoltre che Gerusalemme debba essere capitale condivisa di entrambi gli Stati”.
All’incontro con Hollande, Abu Mazen ha ringraziato l’Ue e la Francia per le nuove linee guida europee che mettono al bando i prodotti degli insediamenti nei Territori, evidenziando di non voler boicottare in nessuno modo Israele: “I palestinesi vogliono che “Israele abbia buoni rapporti con la comunità internazionale e col futuro stato palestinese”.

Redazione