Omicidio Meredith: Pm chiede 30 anni per Knox e 26 anni per Sollecito

Amanda Knox e Raffaele Sollecito (Getty Images)

Si sta svolgendo la quinta udienza del processo bis per l’omicidio di Meredith Kercher davanti alla Corte d’Assise d’Appello di Firenze: questa mattina il sostituto procuratore generale Alessandro Crini ha ripreso la requisitoria che aveva iniziato ieri e che non ha terminato dopo 7 ore d’intervento. Al termine della requisitoria, Crini ha chiesto che la calunnia di Amanda Knox sia riformulata a 4 anni e quindi che sia ricalcolata la condanna in base ai 26 anni per concorso in omicidio e violenza per ciascuno dei due imputati che hanno già trascorso 3 anni di carcere: ovvero la richiesta della pubblica accusa è di 30 anni per la Knox e 26 anni per l’altro imputato, Raffaele Sollecito. Crini ha anche detto che non va assolutamente tenuta in considerazione la presunta buona personalità dei due imputati.

La richiesta della condanna, come sottolinea l’inviato di Rainews è diversa in alcuni aspetti rispetto alla condanna in primo grado: non ci sono le aggravanti per futili motivi e per questo il pm non ha richiesto l’ergastolo. Infatti, il pm ha sostenuto che il motivo per cui è stato commesso l’omicidio, è avvenuto dopo la violenza a scopo sessuale, nella consapevolezza che era stato compiuto un atto grave e per questo è stato compiuto l’omicidio affinché la giovane non potesse parlare.
Viene meno anche la parte sostenuta in prio grado: ovvero la vicenda del gioco erotico.
Un lemento che secondo Crini non è in nessun modo identificabile.
La ragione per cui si è arrivato all’omicidio grave e violento sarebbe dovuta alla presenza di Rudy Guede. Una situazione di tensione degenerata in omicidio dopo la violenza sessuale. Secondo Crini, nell’omicidio sono stati impiegati due coltelli: quello piccolo di Sollecito e quello da cucina.
“Dobbiamo ritenere che fossero due i coltelli. Si stava soddisfacendo in quel modo barbaro un’aggressione a sfondo sessuale finita con un orrendo crimine”, ha detto il pubblico ministero che ha ricostruito il tragico evento.

Guede teneva bloccata Meredith mentre ne abusava sessualmente, “con una penetrazione a mano nuda”, mentre Sollecito usò il coltellino, anche per tagliare il gancetto del reggiseno “per aumentare la temperatura della vicenda”.
Secondo Crini, la ferita più profonda è stata provocata dalla Knox, come dimostra la sua traccia genetica trovata fra la lama e l’impugnatura del coltello sequestrato in casa di Raffaele: “E’ significativa questa traccia rispetto ad uso improprio”, ha detto il pg Crini.
Nessuna condivisione di gioco erotico per Crini che ha dunque sostenuto che l’omicidio è avvenuto con una “duplice aggressione”: quella di impedire alla ragazza di reagire e urlare mentre subiva la violenza del Guede, “con un forte contenimento nella zona della bocca”, in quanto sono stati anche riscontrati lividi e lacerazioni provocati “dal modo feroce, dalla furibonda azione violenta” compiuta da Knox e Sollecito. Mentre quando Meredith riuscì a urlare, su di lei furono inferti due colpi con due differenti coltelli.

Nel pomeriggio sono attesi gli interventi delle parti civili e il primo a prendere la parola sarà l’avvocato Carlo Pacelli, difensore di Patrick Lumumba, calunniato da Amanda Knox che in un primo tempo lo accusò dell’omicidio.

Redazione

LEGGI ANCHE:
Omicidio Meredith, requisitoria dell’accusa: prove “discutibili” su alibi di Sollecito