Piazze piene contro Putin in Italia. Oggi il vertice con Letta a Trieste

Attivista femminista protesta contro Putin a Roma (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

La visita del presidente russo Vladimir Putin in Italia ha suscitato sdegno tra i cittadini di Roma e di Trieste, le due località che tra ieri ed oggi hanno ospitato il leader del Cremlino. Nella capitale le ultime ore – quelle che hanno coinciso con l’incontro tra Putin e Papa Francesco e poi tra il presidente russo e Giorgio Napolitano – sono state movimentate a causa delle proteste che alcuni attivisti hanno organizzato per dare il “benvenuto” al contestato potente di Mosca. Presso la basilica di San Lorenzo è stato attuato un presidio del collettivo femminista Cagne sciolte, il quale, nella giornata dedicata alla lotta contro la violenza di genere, hanno voluto richiedere la liberazione delle Pussy Riot, le militanti della punk band russa arrestate e ora detenute in carceri di massima sicurezza per aver “profanato” con una performance anti-Putin una chiesa ortodossa moscovita.

Queste alcune delle parole del comunicato diffuso in rete da Cagne sciolte: “Le istituzioni incontrano Putin e il papa lo riceve in vaticano. Noi invece esprimiamo la nostra solidarietà per le pussy riot e tutte le persone perseguitate in Russia per il proprio orientamento sessuale. Il nostro dissenso per la presenza di Putin a Roma non ci impedisce di denunciare la tendenza delle politiche italiane a vittimizzare le donne e proporre leggi sempre più repressive in loro nome, come dimostrato dalla recente legge sul femminicidio. La visita di oggi del presidente russo è l’emblema dell’ipocrisia delle cariche istituzionali, che spendono parole di indignazione contro la violenza sulle donne, mentre continuano ad ostacolare la loro reale autodeterminazione”.

In serata la protesta si è spostata al Quirinale, dove sono stati srotolati striscioni anche in sostegno degli attivisti di Greenpeace detenuti in Russia e si è ricordata la controversa legge contro gli omosessuali approvata nel grande paese dell’est.

Oggi Putin è invece a Trieste, dove incontrerà il premier italiano Enrico Letta. Per l’occasione il centro cittadino è sotto il controllo della polizia, con piazza Unità D’Italia zona off limits. Ma Arcigay ha deciso di non farsi intimorire dalla militarizzazione della città e scenderà lo stesso in piazza oggi per denunciare la norma contro gay, lesbiche e transessuali approvata dal Parlamento russo. Arcigay ha parlato, tramite il suo portavoce triestino, Andrea Tamaro, di violazione dei diritti umani e si prepara a una colorata manifestazione che dia voce alla popolazione LGBT.

 

Redazione online