Mercedes Bresso (Photo by Giuseppe Cacace/Getty Images)

“Botte da orbi” oggi nel Consiglio Regionale del Piemonte, probabilmente perché a qualche suo membro non è andata giù l’indagine sulle cosiddette “spese pazze” sostenute. Appena terminato l’intervento del presidente Roberto Cota, che aveva evidenziato: “Prendo la parola non per difendere me stesso ma per gli eletti, le mie questioni personali le affronterò nelle sedi opportune. Abbiamo assistito ad un vero attacco mediatico, a una campagna diffamatoria: sono previsti tre gradi di giudizio e in questa fase non è neppure scontato il primo. Si é fatto qui quello che mi auguro sia fatto in tutte le istituzioni e a tutti i livelli”.

Aveva proseguito Cota: “Come é giusto che la magistratura faccia il suo lavoro, così noi stiamo lavorando. Stiamo facendo scelte giuste, a volte difficili. Vogliamo essere un baluardo e andremo avanti. Sono qui per ribadire tutto il mio impegno e onorare il mandato ricevuto dai piemontesi”. Al termine del suo intervento, il capogruppo di Fratelli d’Italia, Franco Maria Botta, aveva accusato i giornalisti di essere dei “topi di fogna” ed erano a quel punto volati i primi insulti tra maggioranza e opposizione.

In seguito, Botta aveva proseguito nella polemica, mentre provava a prendere la parola Mercedes Bresso, ex presidente di Regione e leader dell’opposizione in Consiglio. In breve tempo, la situazione era degenerata e contro l’esponente di Fratelli d’Italia si era scagliato il capogruppo Pd Aldo Reschigna; nel tentativo di dividere i due, era poi intervenuto il vicepresidente del Consiglio regionale Roberto Placido. Ne era nata una piccola rissa, con qualcuno del Pdl che avrebbe affermato: “Botta è un animale”. La Bresso aveva quindi deciso di rinunciare al proprio intervento.

Successivamente si era sfogata su Facebook: “Oggi in Consiglio regionale si è avuta la dimostrazione di quanto basso sia il livello di questa legislatura. Violenza verbale e quasi fisica da parte di un consigliere di maggioranza mi hanno impedito di parlare. Non mi esprimo sul livello del protagonista della vicenda, il cui basso valore non merita neanche di essere citato, ma del disagio che simili comportamenti manifestano. La legislatura di fatto è finita e questa maggiornaza con la sua colpevole insipienza deve andarsene”.

Redazione online