Ricerca: “Senza sperimentazione animale i laboratori di ricerca andranno all’estero”

Animalisti italiani protestano contro vivisezione (Getty images)

“La ricerca italiana non deve subire restrizioni rispetto al resto dell’Unione europea. Ma se la legge che recepirà nel nostro Paese la direttiva Ue sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici sarà approvata così come è adesso, questo vorrà dire mettere nuovi vincoli agli studi, costringere tanti laboratori a chiudere e bloccare alcune linee di ricerca, mentre la sperimentazione si sposterebbe all’estero, in Paesi in cui la direttiva Ue è stata recepita senza ulteriori restrizioni”.è quanto ha affermato Marta Piscitelli, vicepresidente Aisal (Associazione italiana per le scienze degli animali da laboratorio).

La ricercatrice italiana ha sottolineato di essere “stufa di non aver voce in capitolo e convinta che l’uomo abbia il dovere di tutelare il più possibile l’animale” tuttavia, sostiene la Piscitelli questo non si deve tradurre in un “animalismo cieco e sordo”.

Infatti, secondo la ricercatrice, “nello schema di decreto così modificato ci sono alcuni problemi con la definizione di xenotrapianti e con la ricerca sulle sostanze da abuso e gli antagonisti. Ma soprattutto emerge l’inconsapevolezza dell’opinione pubblica e di alcuni parlamentari dei benefici che abbiamo ottenuto grazie a questo tipo di studi. La ricerca di base, quella applicata e i trial sui farmaci non possono prescindere da questo tipo di sperimentazione”.

La Piscitelli in un’intervista rilasciata all’Adnkronos Salute ha illustrato i temi affrontati nel convegno “Spera – Sperimentare per curare. Animali modello e progresso nella ricerca biomedica” che si svolgerà il 29 novembre presso l’Istituto del Cnr di Roma.

Alll’incontro prenderanno parte esperti internazionali come Dominic Wells del Royal Veterinary College di Londra e a Silvio Garattini, direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, che da tempo si batte per difendere l’importanza dei test sugli animali e più volte contestato dai movimenti animalisti italiani.

Redazione