Berlusconi decaduto, Epifani attacca l’ex premier: “Non parla da statista”

Guglielmo Epifani (VINCENZO PINTO/AFP/Getty Images)

“Le parole usate ieri da Berlusconi non sono quelle di uno statista, di un uomo di governo. In nessuna parte d’Europa sarebbe successo quello che abbiamo visto ieri”, così – senza usare mezzi termini – il segretario reggente del Pd, Guglielmo Epifani, intervenendo alla trasmissione di Raitre ‘Agorà’, ha attaccato a viso aperto l’ex premier, che ieri, mentre era in corso il dibattito sul voto per la sua decadenza da senatore, ha attaccato centrosinistra e magistratura.

Sulla possibilità di elezioni anticipate paventate da più parti, Epifani ha sottolineato: “Campagna elettorale? Berlusconi ci ha abituati a farla in maniera permanente, anche quando stava al governo. Noi a primavera abbiamo cinquemila comuni che votano, a maggio abbiamo le europee, quindi in qualche misura una campagna elettorale già c’è. Se invece pensiamo alla possibilità di votare in primavera, io non la voglio e la escluderei”.

“Noi non abbiamo paura di nessuno, rispettiamo tutti, ma non abbiamo paura di nessuno. Restiamo la più grande forza politica del paese, abbiamo vinto tutte le amministrative” – ha aggiunto Epifani – “Il punto vero è che noi oggi ci carichiamo di una responsabilità ancora più grande alla guida del paese, e abbiamo all’opposizione da una parte il Movimento Cinque Stelle e dall’altra la nuova Forza Italia, e questo rende più insidioso il terreno. Dobbiamo saper rispondere alzando la qualità dell’azione di governo”.

Ha concluso Epifani: “La nuova situazione richiede una ridefinizione dell’agenda di temi e di cose da affrontare. Le sfide saranno molto più impegnative, su questo ci giochiamo l’efficacia dell’azione di governo”. Stesso giudizio da parte dell’ex segretario Bersani: “Abbiamo una larga parte dello schieramento che si colloca a destra in grado di mettere le proprie pulsioni davanti alla democrazia. Il ventennio si chiude quando si vedrà con chiarezza qual è il nuovo ventennio. Siamo ancora nel passaggio di mezzo. Ma vorrei che si vedesse chiara una cosa: che tocca al Pd”.

Redazione online