India, Marò: De Mistura smentisce ipotesi di pena di morte

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone (Foto: AFP/GettyImages)

Staffan De Mistura, inviato speciale del Governo italiano per la vicenda dei Marò, è intervenuto a “Prima di tutto” in onda questa mattina su Radio 1 e ha smentito le indiscrezioni trapelate dalla stampa indiana sul rischio di una condanna che prevede anche la pena di morte per i due fucilieri trattenuti in India perché accusati di aver ucciso due pescatori indiani nel febbraio del 2012.

“I nostri Girone e Latorre non rischiano in alcun caso la pena di morte. Del resto c’è una dichiarazione del governo indiano di ieri, c’è una dichiarazione scritta allorché tornarono in India per mantenere la parola sull’accordo di rientro da parte nostra. Insomma, il caso non si pone”, ha ribadito De Mistura sottolineando che “già in passato quando si sollevò la questione di interrogare in India gli altri 4 fucilieri di Marina, la stampa indiana escluse che ciò potesse svolgersi lontano dal loro Paese. Ebbene, l’audizione avvenne poi in Italia attraverso videoconferenza. Il governo indiano mi ha detto: non date peso alle illazioni della nostra stampa, che è molto creativa, per usare un eufemismo, ed è drammatizzante. E questo è anche il caso di ieri”.

“Da parte nostra non ci sono dubbi. Noi vogliamo, e siamo convinti che sia giusto così, che la vicenda si concluda con i due fucilieri di marina che tornano a casa a testa alta, dopo aver passato 22, forse 24 mesi in India per un incidente avvenuto in acque internazionali mentre facevano il loro dovere. Anche se l’incidente è stato involontario, è capitato nel compimento del dovere da parte di Girone e Latorre, e in questi casi l’incidente può succedere. Ma tutto questo va provato”, ha aggiunto De Misutura.

“Noi abbiamo tenuto duro ed è stato giusto così, sulla questione di interrogare gli altri 4 fucilieri, giacché ci saremmo trovati a quel punto ben 6 nostri connazionali interrogati in India, un fatto inconcepibile, inaccettabile. Questo muro contro muro ha però dilatato i tempi, facendo trascorrere tre mesi, pertanto risolvere la questione entro Natale, che era la nostra speranza, sulla base delle indicazioni degli avvocati indiani, non sarà possibile”, sottolinea De Mistura che assicura che “i familiari di Girone e Latorre potranno stare naturalmente coi loro cari ma in India”.

“Aspettiamo il rapporto della NIA, che è un po’ la Digos indiana. Una volta arrivato questo rapporto, credo entro il 15 dicembre, a quel punto il giudice emetterà il capo d’accusa. Sarà un passaggio importante, perché il capo d’accusa ci dirà in che direzione si vuole mandare il processo. Noi abbiamo argomenti su argomenti, siamo pronti ad affrontare qualunque circostanza, ma sarà un momento cruciale. Poi ci sarà il processo che può durare 3 mesi”, ha concluso il mediatore.

Redazione

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