Russia: adozioni solo all’Italia perché non autorizza i matrimoni gay

Sostenitori della politica delle adozioni in Russia (Getty images)

Il difensore civico dei diritti del fanciullo e mediatore presso il Cremlino Pavel Astakhov ha reso noto che in merito agli accordi con i paesi esteri per le adozioni dei bambini russi solo i cittadini italiani potranno al momento adottare bambini russi perché non solo esiste un’accordo bilaterale tra Russia e Italia ma anche perché l’Italia “non riconosce i matrimoni tra persone dello stesso sesso e, quindi, non c’è bisogno di modificare il trattato esistente”.

“L’Italia è l’unico paese che ha in vigore con noi una convenzione bilaterale. E soprattutto è l’unico Paese che la rispetti in pieno”, ha affermato Astakhov sottolineando che le autorità russe non permetteranno le adozioni ai paesi con i quali non esiste un accordo bilaterale: “Non è colpa nostra. Abbiamo una priorità di adozione nazionale”, ha detto il mediatore.

Tra Russia-Usa era già guerra fredda per le adozioni: infatti, dal primo gennaio del 2013 è entrata in vigore una legge Dima Yakovlev, soprannominata “Legge Erode”, che limita le adozioni in America: la legge, come ricorda Tmews, prende il nome da un orfano russo, morto per un colpo di calore nel 2008 in America, dimenticato dal padre adottivo in auto. Il caso ha fatto nascere una vera e propria guerra amministrativa tra la Russia e gli Usa con il successivo divieto russo sulle adozioni verso l’America.
Il divieto si è poi trasformato in una sorta di crociata in difesa dei valori ortodossi contro un occidente sempre più liberal tanto che anche l’approvazione da parte di Francia, Gran Bretagna e Spagna dei matrimoni gay aveva “fatto diminuire la possibilità per i cittadini di questi Paesi di adottare bambini russi”.

L’Italia spesso e volentieri è portata come esempio in sede di negozziazioni con altri Paesi.

Redazione