Massimo D’Alema al Corriere su Berlusconi: è fuori dal Parlamento ma non dalla vita politica

Massimo D'Alema (getty images)

Nel corso di un’intervista rilasciata per il Corriere della Sera, Massimo D’Alema, ex presidente del Copasir e storica figura di riferimento del centrosinistra, ha commentato le vicende recenti della politica italiana e, in particolare, ha detto la sua sulla condanna e decadenza parlamentare di Silvio Berlusconi. Ripercorrendo i fatti degli anni Novanta che lo hanno visto competere direttamente con il Cavaliere, D’Alema ha detto: “Sono stato tra i protagonisti del suo rovesciamento nel ‘94, e uno degli artefici delle vittorie elettorali del ‘96 e del 2006, da cui bisogna pur riconoscere che lui ha saputo sempre risollevarsi con successo. Non credo che scompaia dalla vita politica italiana per la sua decadenza: penso che sia un giudizio politico superficiale”.

Un duro a morire, così è stato descritto l’ex premier da parte del piddino nel prosieguo dell’intervista: “Non credo che la sua esclusione dal Parlamento significhi la sua esclusione dalla vita politica, anzi penso che in questo momento vi sia persino un moto emotivo di solidarietà nei suoi confronti: i sondaggi lo danno in crescita di popolarità. Certo bisognerà vedere tutto questo quanto regge”.

Sulla possibilità del carcere per Berlusconi, D’Alema ha rilasciato dichiarazioni che avrebbero potuto soddisfare il Nanni Moretti del celebre film Aprile, nel quale si chiedeva al politico di dire “qualcosa di sinistra”. Eccole: ” Io sono garantista e mi dispiace che le persone finiscano in carcere, spesso senza aver subito nessuna condanna. Il fatto che in Italia quasi metà delle persone in carcere non sia mai stata giudicata è una condizione indegna di un Paese civile. Comunque in galera generalmente ci vanno i poveri, non i ricchi, quindi non credo che Berlusconi ci andrà”.

Redazione online