Corruzione: il belpaese si posiziona al 69 esimo posto su 177 paesi

Piazza Montecitorio, Roma (Getty images)

E’ stato diffuso il rapporto CPI 2013, l’indice che misura la percezione della corruzione nel settore pubblico sul piano internazionale stillato dall’Ong Trasparency International.

Secondo la classifica, l’Italia nel 2013 viene ancora percepita come un paese corrotto e si posizione al 69 esimo posto con un punteggio di 43 su 100, su 177 paesi esaminati.
Il belpaese segna un leggere miglioramento rispetto al 2012 quando era in 72 esima posizione.
In cima alla classifica si registrano nella maggior parte dei casi, tutti paesi del Nord Europa: Danimarca, Nuova Zelanda, Finlandia, Svezia, Norvegia, Singapore, Svizzera, Australia e Canada. Mentre l’ultima posizione è occupata dalla Somalia, penultima la Corea del Nord e terzultimo l’Afghanistan che hanno riportato un voto di 8 su 100.

L’Italia rimane tra gli ultimi posti in Europa ed è seguita solo da Bulgaria (41 su 100) e Grecia (40 su 100), ed allo stesso livello della Romania.
La Germania è al dodicesimo posto, l’Olanda all’ottavo, il Lussemburgo all’undicesimo posto, mentre la Francia resta al 22mo posto.
L’Italia è tra gli utlimi posti per gli sprechi nel settore della sanità.

“Si sono compiuti molti sforzi strutturali per migliorare la trasparenza e l’integrità del settore pubblico, a partire dal decreto 150, fino alla legge anticorruzione 190 e agli ultimi decreti sulla trasparenza e l’accesso civico.Il trend positivo è maggiormente visibile dai dati del Global Corruption Barometer 2013 che ci ha portati almeno a pari merito con Francia e Germania, in taluni segmenti anche meglio. Naturalmente dobbiamo proseguire lo sforzo, ma il messaggio pare recepito. Resta l’uso disinvolto e spesso incompetente delle risorse pubbliche che creano debito, tasse e rabbia”, ha dichiarato Maria Teresa Brassiolo, Presidente di Transparency International Italia.

Redazione