Cresce il turismo religioso in Italia

Sagrato della Basilica di San Pietro, Stato del Vaticano, Roma (Foto: Vittorio Zunino Celotto/Getty Images)

Sarò il nuovo Papa o una crisi mistico religiosa oppure la convenienza economica dei prezzi offerti dal belpaese: fatto sta, nel 2013 in Italia si è registrato una vera e propria crescita del tursimo religioso: un settore che a livello mondiale ha contato su circa 300milioni di pellegrini di tutte le fedi, e solo in Italia ha raccolto ben 3,6milioni di turisti.

E’ quanto emerge dal volume “Io Cammino in Italia. Studio per la valorizzazione delle vie Francigene in Italia”, presentato oggi, al Mibac nel quale viene delineato un quadro del settore in Italia offrendo una mappatura completa e tracciando un quadro di opportunità e di interventi necessari per la loro valorizzazione, sia dal punto di vista religioso sia sotto profilo turistico.

Lo studio è stato condotto da monsignor Liberio Andreatta, vice presidente dell’Opera Romana Pellegrinaggi che ha sostenuto la ricerca, Flavia Maria Coccia e Alessandra Nacca e dal Capo Gabinetto del ministero dei Beni culturali, Marco Lipari.

Dalla ricerca quale emerge che questo tipo di turismo sta vivendo una stagione di espansione in questi utlimi anni, tuttavia, viene evidenziato che nel belpaese manca un coordinamento in grado di “fare sistema” a cominciare dai Cammini, ovvero le vie seguite in passato dai pellegrini che raggiungevano i luoghi di culto, come quello di Santiago de Compostela in Spagna, attraversando l’Europa e l’Italia.

“I cammini sono un’opportunità di sviluppo per il turismo in Italia. Ma riscontriamo una proposta frammentaria. C’è bisogno di un’organizzazione a livello territoriale in grado di mettere in campo un approccio sistemico”, ha dichiarato Coccia.

“Quando vado nelle Fiere trovo sempre gli uffici dell’Enit, quelle delle province e quelle delle regioni. Ma manca il coordinamento, un ufficio capace di fare sistema. Non è vero che i soldi non ci sono, ma si spendono male e in tanti rivoli. Abbiamo perso il senso del nostro patrimonio e non siamo più in grado di valorizzarlo. Il ministero dovrebbe svolgere meglio un lavoro di connessione e coordinamento tra le varie strutture territoriali. Ci si mette in cammino per motivi sportivi, ambientali, religiosi, turistici. Spesso si fa un pellegrinaggio per incontrare se stessi. Ma lungo la via si incontrano Dio e gli altri”, ha invece sottolineato monsignor Andreatta.

Redazione