Roma: alla Sapienza studenti protestano contro convegno governativo su Green Economy

Studenti manifestano all'Università "La Sapienza" di Roma (Getty Images)
Studenti manifestano all'Università "La Sapienza" di Roma (Getty Images)

Alcuni tafferugli oggi all’Università La Sapienza di Roma, dove i collettivi universitari locali stanno protestando contro un convegno internazionale sui temi della Green Economy organizzato dal Ministero dell’Ambiente. Al campus dell’università capitolina sono arrivate numerose autorità, dal Presidente della Repubblica, al premier, passando per i presidenti di Camera e Senato e per i ministri Orlando, Lorenzin, Saccomanni, ma gli studenti non si sono lasciati intimidire e si sono presentati al convegno dal quale erano stati tenuti fuori sfondando il cordolo di transenne eretto a proteggere le istituzioni. Dall’area fuori l’edificio che sta ospitando la conferenza, i giovani stanno lanciando fumogeni e si parla anche di alcune bombe carta.

Nelle ore scorse era stato diffuso un comunicato con cui gli studenti annunciavano la mobilitazione odierna.

“I responsabili diretti della devastazione dei nostri territori e della conseguente messa in discussione del nostro diritto alla salute si riuniranno alla presenza di nomi di spicco come Squinzi per discutere di politiche ambientali nell’ottica del “rilancio del Paese”. In una sola conferenza si paleserà la totale connivenza delle istituzioni con i poteri forti e il tentativo di subordinare la Ricerca ad interessi privati perpetrato negli ultimi anni. La Città Universitaria sarà messa ancora una volta a disposizione di un’odiosa e ipocrita passerella e resa invivibile ed inaccessibile agli studenti e alle studentesse che la vivono tutti i giorni”, hanno scritto i giovani.

Sulla tematica istruzione, particolarmente cara agli universitari, questi i commenti dei ragazzi scesi in piazza oggi: “Qualora ci fosse bisogno di sottolinearlo, anche in materia d’istruzione questo esecutivo si pone in continuità con i precedenti, proseguendo l’aziendalizzazione e la trasformazione in senso privatistico di scuole ed università, sempre più asservite a logiche di profitto e criteri di mercato, oltre che falcidiate da anni di tagli che ne mettono in discussione il funzionamento e l’esistenza stessa. Tagli che non riguardano solo il mondo della formazione ma anche tutto ciò che ad esso è connesso. In quest’ottica va analizzata la recente decisione del governo di ridurre le borse di specializzazione di medicina da 4500 a 2000, una manovra che ha ben chiara anche la dismissione del nostro sistema sanitario. Lo spettro della valutazione condiziona in partenza i percorsi di studi e la produzione di sapere, minando l’indipendenza di una ricerca già sottoposta al ricatto della precarietà. Nel nome della meritocrazia e della competizione si innalzano barriere che limitano l’accesso agli studi, già di per sé condizionato dall’assenza di un welfare studentesco adeguato, con il risultato di escludere un numero sempre maggiore di giovani dal mondo della formazione”.

 

Redazione online

 

Leggi anche: https://www.direttanews.it/2013/12/11/conferenza-green-economy-aree-protette-come-valore-per-uscire-dalla-crisi/