Roberto Giachetti (screenshot tv Camera dei deputati)

Roberto Giachetti ha interrotto lo sciopero della fame iniziato per protestare contro i ritardi nella discussione della nuova legge elettorale; l’annuncio è arrivato su Twitter poco dopo le 13, corredato da una foto in cui si vede il deputato democratico mangiare finalmente qualcosa, dopo 69 giorni di digiuno. Si legge nel tweet: “Non senza una certa emozione… grazie a tutti coloro che mi sono stati accanto”. Giachetti ci ha tenuto a ringraziare in particolar modo il neosegretario del Pd, Matteo Renzi, per la vicinanza.

Il deputato democratico ha anche indetto una conferenza stampa per sottolineare l’importanza del passaggio di consegne, avvenuto ieri, della legge elettorale, da Palazzo Madama a Montecitorio, dove – come è noto – il Partito Democratico insieme a Sel hanno i numeri per un accordo su un nuovo testo. “Se qualcuno pensa che attraverso i ricatti il Parlamento possa rimanere bloccato, questa volta si sbaglia”, ha spiegato in conferenza stampa Giachetti.

L’ex radicale ha poi aggiunto: “Nel mio sciopero della fame, fra lo scorso anno e questo, ho perso una trentina di chili in totale, ma senza fare ciò non mi sarei sentito a posto con la coscienza. Io ho intrapreso questa iniziativa non violenta perché mi appariva sempre più insopportabile il rito della politica di dire tante parole senza fare nulla e ciò stava ammazzando la credibilità della politica. La legge adesso è alla Camera, ed alla Camera ci sono i numeri per fare una legge elettorale”.

Il passaggio di consegne è stato saluto con soddisfazione anche da Laura Boldrini, in un videomessaggio in cui ha anche invitato a non “gettare benzina sul fuoco” rispetto alla protesta dei ‘forconi’. Ha sottolineato la presidente della Camera: “Anche la legge elettorale non risolve i problemi del lavoro che manca, serve però a tutti noi cittadini la possibilità di scegliere i nostri rappresentanti. La riforma della legge elettorale è indispensabile per ricostruire quel rapporto di fiducia senza il quale le istituzioni alla lunga non reggono”.

Redazione online