Funerali di Mandela, l’ultimo addio a Qunu. Inumata la bara del simbolo della lotta all’apartheid.

Corte Funebre per Mandela (Getty images)

Al termine di una settimana di celebrazioni che si sono aperte lo scorso 11 dicembre a Johanesburg, oggi si svolge a Qunu, la città natale di Nelson Mandela, il funerale dell’ex presidente del Sudafrica.
La bara del Premio Nobel per la pace, ricoperta dalla bandiera nazionale, è stata trasportata all’interno di una tensostruttura allestita presso il villagio di Qunu.

All’arrivo del feretro si è innalzato il canto di un coro che ha intonato un inno religioso nella lingua xhosa dell’etnia di Mandela. Tra i brani intonati anche “The Prayer”, il successo mondiale di Andrea Bocelli e Celine Dion.
Sono 4500 le persone che hanno assistito ai funerali, tra i quali familiari, dignitari e ospiti: presenti l’attuale presidente sudafricano Jacob Zuma , dignitari sudafricani e stranieri tra cui delegazioni dei Governi, come Stati Uniti, Unione Europea, Paraguay, Russia, Giappone, ma anche il principe Carlo d’Inghilterra e il presidente del Malawi Joyce Banda, rappresentanti di organizzazioni mondiali come la Banca mondiale.
Per l’Italia ha partecipato il presidente della Camera Laura Boldrini accompagnata dal proprio partner.
Tra di loro, anche l’ex arcivescovo di città del Capo Desmond Tutu che è stato al centro di una polemica perché aveva detto di non essere stato invitato ai funerali.

Alla cerimonia è seguita una parte in forma privata e tradizionale aperta solo ai familiari e alle persone vicine a Madiba e nella quale è stato fatto anche un sacrificio rituale di un bue.

“Il tuo lungo cammino verso la libertà si è concluso, ma il viaggio continua. Noi dobbiamo far vivere la tua eredità, il Sudafrica continuerà a crescere, non ti possiamo deludere”, ha detto il presidente sudafricano Zuma.

“Ci mancherai tatum kulu. Ci mancherà la tua voce severa quando non ti piacevano il nostri comportamenti. Metteremo in pratica le tue lezioni, così ne sarai fiero. Come sudafricani dobbiamo smetterla di puntare il dito, ma dobbiamo comportarci da modello come hai fatto tu e fare qualcosa di positivo per il Sudafrica”, ha detto la nipote Nandi.

Dopo il sermone del vescovo della Chiesa metodista sudafricana Zipho Siwa e gli onori militari, la bara è stata presa potata da un picchetto di ufficiali verso il luogo di sepoltura.

L’inumazione è stata programmata per mezzogiorno in Sudafrica, in quanto sottolinea l’organizzazione una figura dell’importanza di Mandela merita di essere consegnata al riposo definitivo “quando il sole è a picco e l’ombra è al minimo”.

All’inumazione sono state ammesse solo 450 persone e oltre ai familiari e agli amici più stretti, vi erano anche alcuni leader istituzionali sudafricani e ospiti stranieri selezionati.
La bara è stata portata nel cimitero di famiglia, nel villaggio di Qunu e l’inumazione, ripresa in diretta televisiva, è stata accompagnata anche da un volo della pattuglia acrobatica sudafricana.

Come riporta Rainews, domani sarà inaugurata una statua in onore di Nelson Mandela nei giardini della presidenza sudafricana a Pretoria, nel corso di una cerimonia prevista già da tempo per il 16 dicembre, giorno in cui si celebra in Sudafrica post-apartheid il Giorno della Riconciliazione da quando Mandela divenne presidente nel 1994.

“Il Sudafrica è ora senza il suo leader e le voci s’interrogano su cosa sarà il Sudafrica e quale sarà il leader in grado di poter prendere la sua eredità”, ha commentato l’inviata di Rainews, Lucia Goracci.

Redazione

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