Russia: dispiegamento missili Iskander-E alla frontiera Ue nell’enclave di Kaliningrad

Missili Iskander-E , Russia (Getty imageS)

La Russia avrebbe installato delle batterie di missili a breve gittata ai confini con paesi aderenti all’Unione Europea. Una mossa che sembra essere una risposta al progetto europeo di scudo missilistico adottato dalla Nato e basato sulla tecnologia americana.

E’ quanto ha rivelato ieri il giornale tedesco Bild che ha citato delle “fonti della sicurezza” ma che ha anche scritto che delle immagini satellitari mostrerebbero un “numero a due cifre” di batterie di missili Iskander-M, o Ss 26, che sarebbero state dispiegate negli ultimi 12 mesi nell’enclave russa di Kaliningrad, tra Polonia e Lituania, lungo la frontiera con i Paesi baltici.
Secondo quanto riferiscono i media, gli Ss-26 possono esser dotati di testate convenzionali e nucleari ed hanno una gittata di circa 500 chilometri: una distanza he copre l’intera Polonia ed è sufficiente per colpire la capitale della Germania, Berlino.

Il presidente russo Vladimir Putin aveva recentemente detto alla nazione che “non aspiriamo allo status di superpotenza come pretesto egemonico, nessuno dovrebbe illudersi sulla possibilità di ottenere una superiorità militare sulla Russia, risponderemo a ogni sfida, politicamente e tecnologicamente”.

Come ricordano le agenzie, da anni lo scudo è il tema centrale di un dibattito tra Nato e Russia: da una parte la Nato sostiene che lo scudo ha come solo obbiettivo di proteggere i Paesi membri da attacchi missilistici provenienti da Paesi come Iran o Corea del Nord, mentre la Russia sostiene che lo scudo è una minaccia alla propria sicurezza.

Tra gli interrogativi sulle motivazioni della Russia, quello di un inasprimento dei rapporti tra Russia e Unione Europea rispetto alla questione Ucraina.
Infatti, come riporta ilSole24ore, l’Unione doganale fra Russia, Bielorussia e Kazakhstan, promossa da Putin per la creazione di una futura Unione euroasiatica potrebbe anche sfociare nella creazione di una zona di libero scambio con Vietnam, Nuova Zelanda e Paesi dell’Europa occidentale che non fanno parte della Ue,tra cui Svizzera e Norvegia. E’ quanto ha affermato il ministro degli Esteri russo Lavrov.
L’accordo di libero scambio tra l’Unione doganale e l’Asean, l’associazione dei Paesi del sud-est asiatico si rivela dunque una controffensiva commerciale alla Ue.

Già nel 2008, la Russia aveva minacciato d’installare degli Iskander in Bielorussia come risposta all’installazione dello scudo missilistico della Nato in Polonia e Repubblica Ceca.

`Putin schiera missili per testate atomiche´ è il titolo del giornale. `Ritorna la guerra fredda?´, si chiede il sottotitolo. Una mossa documentata da «immagini satellitari riservate», di cui non è precisata né la provenienza né la data. Si tratterebbe degli Iskander M (gli SS-26 Stone, nel codice Nato), missili dotabili sia di cariche convenzionali che nucleari, con una gittata massima di circa 500 km, sufficiente quindi a colpire Berlino (la distanza in linea d’aria è di 527 km). Una potenziale minaccia di strike nucleare contro il Vecchio Continente, compreso l’alleato militare più prezioso per Usa e Nato nella Ue.

Secondo la Bild, la Russia avrebbe quindi attuato una minaccia che aveva formulato da tempo come reazione al progetto di scudo anti missile americano, concepito come difesa da eventuali attacchi da Iran e Corea del nord ma considerato da Mosca come un vulnus alla propria sicurezza e all’equilibrio strategico. Russia ed Usa sono impegnati da anni in un lungo braccio di ferro sullo scudo. Lo scorso aprile Obama aveva inviato a Putin un pacchetto di proposte all’insegna del `reset´, suggerendo un accordo giuridicamente vincolante per garantire la trasparenza sullo scudo, oltre ad un ulteriore passo nel disarmo nucleare. Una apertura ritenuta non sufficiente da Mosca, che ha sempre proposto uno scudo comune o la rinuncia ad un progetto contro una minaccia ritenuta inesistente. Tanto più ora che si profila una soluzione al dossier nucleare iraniano.

È dalla fine del 2011 che la Russia minaccia di installare Iskander a Kaliningrad, dove nel frattempo è entrata in funzione una nuova stazione radio capace di controllare lo spazio aereo occidentale, con un raggio sino a 6000 km, quindi tutta l’Europa, compresa la Gran Bretagna. Finora tuttavia Mosca ha sempre smentito di aver piazzato questi missili nella sua enclave europea e non ha mai confermato neppure le indiscrezioni dei mesi scorsi di Iskander nell’alleata Armenia. Ma nel suo discorso alla nazione Putin ha denunciato che lo scudo anti missile è «difensivo solo a parole». E che esso, insieme alla corsa Usa verso nuovi armamenti, in particolare quelli a lungo raggio non nucleari, rischia di «ridurre a niente» gli attuali accordi sul disarmo atomico e di alterare l’equilibrio strategico post guerra fredda. Un equilibrio che Putin vuole mantenere, per tener testa alla superpotenza americana.

Nessun commento ufficiale, per ora, dal quartier generale della Nato a Bruxelles. Fonti dell’Alleanza interpellate dall’ANSA si sono limitate ad affermare che «sono in corso verifiche» sulle rivelazioni della Bild.