Conferenza di fine anno, Obama: “2014: anno della svolta per l’America”

Presidente americano Barack Obama alla Casa Bianca (Getty images)

Il presidente americano Barack Obama ha tenuto il tradizionale discorso nella Conferenza di fine anno mostrando speranza nel sottolineare che “il 2014 può essere l’anno della svolta per l’America”.

Il presidente ha affrontato temi che spaziano dai problemi interni al paese a quelli esteri.
In merito all’economia Usa, Obama afferma che è “più forte” in quanto sottolinea il presidente il pil è cresciuto nel terzo trimestre del 4,1% ed è cresciuto alla velocità maggiore degli ultimi due anni e la situazione di bilancio è migliore: “Il 2014 può essere l’anno della svolta. Ci avviamo al prossimo anno con un’economia più forte dell’inizio del 2013, ma molto resta da fare per una crescita più bilanciata. Non tratterò sul tetto del debito”, ha poi aggiunto Obama che ha poi affrontato i problemi della riforma sanitaria.

Il presidente americano si è assunto tutte le responsabilità nei confronti di un malfunzionamento della riforma ma ha ribadito che ora più americani hanno l’assicurazione sanitaria, affermando che finora 1 milione di americani sono riusciti ad acquistare un’assicurazione sanitaria, tra i quali 500mila nelle prime tre settimane di dicembre, quando il sistema ha iniziato a funzionare meglio, ed il restate tra il 1 ottobre e il 30 novembre.
Inoltre, il presidente Obama ha evidenziato che il “il tasso di disoccupazione è costantemente sceso al livello più basso degli ultimi 5 anni (dall’inizio del suo mandato)”, mentre tra le prorita’ Obama ha ricordato la riforma dell’immigrazione, da cui può giungere nuovo impulso allo sviluppo.

“Questo non è stato l’anno peggiore della mia presidenza. Ci sono stati alti e basi”, afferma il presidente USa che ricorda i successi dell’operato della sua amministrazione: “Nella prima volta in quasi 20 anni gli Stati Uniti producono più petrolio in patria di quanto ne comprano dal resto del mondo”. Il tutto grazie alla rivoluzione dello shale oil e gas, con la tecnica innovatica della fratturazione idraulica. Il presidente, reduce ad ottobre da un duro braccio di ferro con i Repubblicani al Congresso ha elogiato il nuovo spirito bipartisan che ha visto “per la prima volta da anni entrambi i partiti in entrambi i rami del Congresso trovare un accordo sul bilancio”.
Infine, Obama ha anche accennato allo scandalo Datagate, la vicenda esplosa questa estate dopo la difusione di documenti riservati sul programma di spionnaggio dellaNational Agenzy Security ad opera dell’ex informatico della Cia Edward Snowden: “Hanno danneggiato gli Usa e il modo con cui raccogliamo intelligence” ma anche “la diplomazia Usa” ha detto il presidente americano che ha poi aggiunto che si tratta di un danno che non era “necessario”.

E’ un Obama determinato che afferma la sua leadership evidenziando che “i sondaggi non mi interessano: sono sempre andati su e giù durante la mia carriera. Se mi fossi preoccupato dei sondaggi non sarei neppure diventato presidente”.
In merito al suo calo di popolarità, il presidente americano ha concluso che “io lavoro per il benessere del Paese e il mio obiettivo e’ quello di raggiungere risultati. Certo i problemi con l’Obamacare, ad esempio, mi hanno procurato frustrazione ma ciò che conta ora è che almeno due milioni di americani godranno di una copertura assicurativa sulla sanità dal prossimo primo gennaio”.

Tra gli altri temi affrontati anche quelli relativi alla politica estera come la fine della guerra in Afghanistan o il possibile accordo cone l’Iran che fanno asupicare che nel 2014 il “un mondo potrà essere più sicuro”.
“Il mio scopo è impedire che Teheran ottenga l’atomica e tutte le opzioni restano sul tavolo”, ha affermato il presidente aggiungendo che al momento “non c’è motivo” di nuove sanzioni ora contro Teheran”.

Redazione