Regionali in Sardegna, Pd e M5S alla ricerca del candidato

Ugo Cappellacci (Alessandra Chiergia/AFP/Getty Images)

Nove linee guida per “proseguire verso il 2020”, queste le parole d’ordine del presidente uscente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, eletto nel 2009 a capo di una coalizione di centrodestra e ora ricandidato a guidare l’isola per un altro quinquennio, in vista delle prossime elezioni di febbraio. Cappellacci ha lanciato nei giorni scorsi un messaggio chiaro, presentando la propria candidatura: “Andate a votare, ma che sia un voto utile per non disperdere consensi”.

Se nel centrodestra le idee sono chiare, tutt’altro discorso c’è invece nel Partito Democratico, dove la vincitrice delle primarie di settembre, l’europarlamentare Francesca Barracciu, indagata nel frattempo per peculato nell’ambito dell’inchiesta sulle “spese pazze” legate ai fondi destinati ai gruppi consiliari regionali, ha dovuto rinunciare alla candidatura e oggi a Firenze ha incontrato il segretario Matteo Renzi, per proporgli la propria rosa di nomi, che dovrebbe contare sul rettore dell’Università di Sassari, Attilio Mastino, sul prorettore delegato per la ricerca scientifica dell’Università di Cagliari, Francesco Pigliaru, e sul segretario nazionale della Fnsi, Franco Siddi.

Acque agitate anche nel Movimento 5 Stelle, che ha lanciato ieri attraverso Facebook un appello a Beppe Grillo “a esercitare il suo ruolo di garante”, chiedendogli “di consentire l’uso del simbolo per le imminenti elezioni regionali, e di consentire libere elezioni, tra gli iscritti certificati, per selezionare democraticamente i candidati da inserire nella lista”. Intanto, spunta l’outsider, Michela Murgia, a capo di Sardegna Possibile, che in un’intervista ad ‘Affaritaliani.it’ si dice certa “che gli elettori del Pd si meritano qualcosa di più… Se andrà bene, arriveranno terzi. La sfida, quindi, è tra noi e il Pdl di Cappellacci. Ma quelli da battere siamo noi di Sardegna Possibile”.

Redazione online