Job act, Matteo Renzi: “Nella discussione, l’art. 18 è marginale”

Matteo Renzi (OLIVIER MORIN/AFP/Getty Images)

Nel corso dell’inaugurazione di Pitti Immagine Uomo a Palazzo Vecchio, a Firenze, il segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi, è tornato a parlare del cosiddetto ‘job act’, con quella che ha definito “un’anticipazione di quello che presenteremo alla fine di questa settimana e agli inizi della prossima”, mettendo in primo piano il “panorama sistemico che parte dalle condizioni per chi fa impresa così da permettergli di poter lavorare”.

Inoltre, verranno definiti “i sei settori in cui riuscire a creare posti di lavoro e, al primo posto, ci sarà proprio il made in Italy, ma ci sarà anche l’industria manifatturiera tradizionale e il tema dell’industria turistica e culturale e, poi, il grande tema della innovazione e, contemporaneamente, ma soltanto alla fine, una discussione sulle regole contrattuali”.

Renzi ha voluto dunque sottolineare come “il mondo del lavoro è diviso in chi le garanzie le ha, ancorché messe in discussione, e chi garanzie non le ha mai avute e negli ultimi 20 anni ha dovuto pagare il costo dei ritardi della politica”. Per questo momento, a suo avviso, la discussione non dovrà svilupparsi intorno all’articolo 18, che “rappresenta la dimostrazione plastica di guardare il dito mentre il mondo chiede di guardare la luna”, mentre “il problema del creare lavoro non è semplicemente ridurre la discussione politica ad un problema su una normativa contrattuale, ma provare ad allargare il ragionamento”. Il sindaco di Firenze ha sottolineato infine che l’obiettivo “è creare le regole d’insieme, vale a dire il panorama sistemico che parte dalle condizioni di chi fa impresa e deve essere messo in condizione di poterla fare”.

Redazione online