Governo allo sbando: Saccomanni chiede 150 euro al mese agli insegnanti, Carrozza insorge

Saccomanni (getty images)

Brutto pasticcio nel governo Letta. Il Ministero dell’Economia chiede agli insegnanti la restituzione di 150 euro al mese per un anno per via di scatti di anzianità corrisposti nel 2013 e che non sarebbero più dovuti a causa del blocco dei contratti nel pubblico impiego. L’aumento di stipendio, che era stato concordato con i sindacati, dovrebbe essere restituito in seguito al blocco retroattivo degli scatti: “Il recupero delle somme è un atto dovuto da parte dell’amministrazione perché il Dpr n.122 entrato in vigore il 9 novembre ha esteso il blocco degli scatti a tutto il 2013″, spiegano dal Ministero. Si pretende così dagli insegnanti la restituzione di una somma mensile di 150 euro lordi, comunque importante per una categoria che già percepisce salari tra i più bassi d’Europa.

Una decisione che ha messo il ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza contro quello dell’Economia Saccomanni. Carrozza ha scritto una lettera al collega all’Economia chiedendo di fare dietrofront.

Anche il segretario del Pd Matteo Renzi si è opposto alla misura. “Se un ministero dell’Economia e delle Finanze chiede indietro 150 euro agli insegnanti mi arrabbio perché non è ‘Scherzi a parte’, è il governo italiano”, ha commentato.

Intanto i sindacati sono scesi sul piede di guerra minacciando lo sciopero. “Le istruzioni impartite dal Ministero dell’Economia per un graduale recupero degli scatti maturati nel 2012 costituiscono una decisione inaccettabile che va bloccata, una vera e propria provocazione che se attuata non potrà rimanere senza risposta” ha dichiarato il segretario generale della Cisl Scuola Francesco Scrima.

Il responsabile per la Scuola del Partito democratico, Davide Faraone, ha spiegato che le somme che il Ministero dell’Economia chiede indietro agli insegnanti sono “importi provenienti dal taglio dei fondi di funzionamento delle scuole che erano stati promessi ai docenti come pagamento dei dovuti scatti di stipendio. Il danno, cioè il taglio di quei fondi sacrosanti, – ha spiegato – si somma adesso alla beffa: una volta percepite e spese queste somme i docenti le dovranno restituire. Siamo dunque all’assurdo: dopo i diritti acquisiti e i diritti offesi siamo giunti ai diritti restituiti”.

Redazione