Siria, smaltimento armi chimiche: effettuato primo carico di sostanze pericolose

Ark Futura (Getty images)

Le operazioni per lo smaltimento delle armi chimiche siriane hanno preso ufficialmente il via: la nave danese Ark Futura, nel porto di Latakia, ha effettuato, il 7 gennaio, un primo carico degli agenti più pericolosi e ora attende in acuqe internazionali di poter completare l’operazione in alcune settimane, man mano che le armi chimiche raggiungeranno il porto siriano.

L’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac) ha sollecitato le autorità siriane a proseguire nel trasporto sul terreno per rispettare i tempi previsti: infatti in base al piano stabilito dall’Onu e dall’Opac si prevede la distruzione dei gas “di priorità 1” (tra cui il Sarin e l’iprite) entro la fine di marzo. I restanti materiali chimici dovranno essere smaltiti invece entro giugno.

La nave danese dovrà poi trasportare il carico alla nave americana Cape Ray, che ha l’incarico di distruggere parte dell’arsenale chimico siriano e che arriverà “nel Mediterraneo tra il 23 e il 26 gennaio” stando a quanto ha affermato il capo della missione Onu-Opac Sigrid Kaag alla mittente Cnn.

Nel piano di trasbordo l’Italia ha messo a disposizione un porto per il trasbordo delle armi dalla nave danese Ark Futura a quella americana. Una posizione dell’Italia contro la quale si schierocontro il governatore della Sardegna opponendosi all’ipotesi di transito delle armi chimiche siriane nei porti dell’isola.

Secondo quanto riporta l’Ansa, alcune fonti dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac) hanno fatto sapere che saranno necessari circa 60 giorni per distruggere gli agenti chimici più pericolosi sulla nave americana.

Nel frattempo, l’Opac ha indetto una gara d’appalto internazionale, pubblicata sul suo sito, per il trasporto, il trattamento e lo smaltimento degli agenti meno pericolosi: il bando che si apre il 19 gennaio è rivolto alle industrie chimiche civili in grado di smaltire agenti del tipo 2-cloroetanolo, butano, metanolo, e altri. L’organizzazione provvederà a trasportare le sostanze al porto più vicino all’impianto di smaltimento che risulterà vincitore dell’appalto nell’ambito di un’operazione che sarà finanziata da contributi nazionali, oppure dal trust fund destinato al piano di distruzione delle armi chimiche siriane che, come ricorda l’Ansa, al momento ha già raccolto 11,8 milioni di euro.

Redazione


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