11 gennaio 1944: 70 anni dalla fucilazione di Galeazzo Ciano

Galeazzo Ciano (Keystone/Getty Images)

L’11 gennaio del 1944, per l’esattezza 70 anni fa, venivano fucilati presso il poligono di tiro di Verona Galezzo Ciano, Emilio De Bono, Luciano Gottardi, Giovanni Marinelli e Carlo Pareschi, i quattro gerarchi del regime fascista che avevano scelto di votare per la sfiducia al dittatore Benito Mussolini all’interno della seduta del Gran Consiglio del fascismo del 25 luglio dell’anno precedente.

Tra i giustiziati presso la città veneta la figura di Galeazzo Ciano è forse quella più ricordata. Genero di Mussolini dopo aver sposato la figlia Edda, Ciano iniziò la sua collaborazione con il tiranno nel 1933, quando fu assunto come capo dell’ufficio stampa del Duce. Nel 1935 venne nominato a capo del MINCULPOP, il noto Ministero addetto alla Cultura Popolare del regime fascista e nel 1936, rientrato dalla guerra d’Etiopia, venne eletto ministro degli Esteri. Fedelissimo di Mussolini, Ciano decise di aderire alla mozione di sfiducia proposta da Dino Grandi nel 1943, dopo mesi duri di disfatta (si pensi solo alla catastrofica campagna di Grecia e alle vite perse nella campagna di Russia) e di progressiva  presa di coscienza sulle crudeltà dell’alleanza con il nazismo.

Lo storico Renzo De Felice ha ritrovato, a proposito dell’esecuzione nei confronti di Ciano e degli ex gerarchi, un video girato da una sentinella tedesca inviata dal regime di Adolf Hitler per verificare l’effettiva riuscita della rappresaglia.

 

Redazione online