Siria, Bonino: “Dovremmo vergognarci se non riusciremo a trovare un compromesso”

Manifestanti pro Regime siriano a Montreux (Getty images)

Il ministro degli Esteri Emma Bonino è intervenuta nell’ambito di una conferenza stampa a Montreux dove si è aperta oggi la Conferenza internazionale di pace Ginevra 2, sui negoziati per trovare una soluzione al conflitto in Siria.

La Bonino ha sottolineato che c’è “realisticamente, la possibilità” che i negoziati tra il regime siriano e l’opposizione “possano iniziare venerdì”.
“Prima di tutto dobbimao mettere fine allo spargimento di sangue in Siria. Rispettiamo quali sono gli interessi geopolitici, ma il punto è che questo non può essere raggiunto attraverso milioni di morte e le persone che sono affamate”, ha detto il ministro degli esteri italiano che ha poi aggiunto “dovremmo vergognarci tutti se non riusciremo a trovare un compromesso”.

Ma come riportano i media, la conferenza si è aperta all’insegna della tensione: infatti, fina dal discorso di apertura del segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon ci sono stati degli scambi “pesanti” tra il ministro degli Esteri del Regime di Assad, Walid Muallem e il presidente della Coalizione nazionale siriana, Amhad Jarba che si sono accusati a vicenda di connivenza con il terrorismo e di massacro del popolo siriano.

Ban Ki Moon ha detto di “fare appello per un accesso umanitario urgente, ci sono migliaia di persone stremate e senza assistenza da mesi. Ma riconosco che la maggior parte dei morti è conseguenza di armi convenzionali. Chiedo alle delegazioni siriane di impegnarsi seriamente per una Siria pacifica e democratica”.

“Dobbiamo affrontare la realtà: Assad non farà parte di questa transizione, un uomo non può tenere un Paese e l’intera regione in ostaggio”, ha ribadito il segretario di Stato Usa John Kerry ribadendo che il regime ha fatto uso di armi chimiche: “L’uomo che guiderà la Siria non verrà dalle torture, ma dal consenso delle persone”, ha affermato Kerry sostenendo che la conferenza è un importante passo in avanti in questo senso.

Il ministro degli esteri russo Sergey Lavrov ha invece sottolineato l’importanze che anche “Iran partecipi ai colloqui” come anche alcuni gruppi “patriottici” di opposizione siriana. Lavrov teme che la Siria si trasformi in un centro del terrorismo internazionale con estremisti destinati a seminare caos.

Redazione

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