Grillo: dalla riforma della legge elettorale a quella fiscale e reddito garantito

Beppe Grillo (Getty images)

Il leader del Movimento Cinque Stelle, Beppe Grillo ha tenuto questa mattina una conferenza nella sede dell’Associazione stampa Estera a Roma.

Grillo ha esordito sottolineando che la legge elettorale “Italicum” arriverà in Aula alla Camera il 29 gennaio affermando che “dietro l’ebetino c’è il condannato” attacca Grillo alludendo che dietro al segretario del Partito Democratico Matteo Renzi, c’è il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi.

“La legge elettorale che stanno facendo questi due è per fermare noi che siamo la variabile impazzita. Il valore della legge elettorale per quei due è assolutamente per fermare noi. Siamo la variante impazzita che non riescono a fermare. Non facciamo accordi con nessuno perchè siamo stati eletti per mandarli a casa: o vinciamo noi o ce ne andiamo” ha commentato Grillo che ha poi aggiunto che sulla legge elettorale c’è “un mutismo incredibile di Napolitano e di Letta che non dicono niente perché il pericolo siamo noi. Un pericolo non solo per loro, perché se andiamo su li mandiamo tutti a casa, ma anche della Bce, dell’Ue e della Troika perché vogliamo ridiscutere tutti gli accordi che ci hanno portato in questa situazione”.

Ma Grillo non demorde e rivendicando il 25% dei voti riportati nelle scorse elezioni aggiunge: “Poi c’è stato un colpettino di stato di Napolitano che con due persone ha fatto le larghe intese” ha detto Grillo che ha poi evidenziato l’ostruzionismo messo in campo contro il suo movimento.
“Noi vogliamo introdurre delle cose nella Costituzione, ma a questo governo non si può neanche avvicinare” ha commentato Grillo.

“Noi abbiamo proposto una legge elettorale in Commissione e la stessa legge è sottoposta al vaglio della rete. I nostri iscritti hanno votato per il proporzionale preferendolo al maggioritario, ora ci sarà un altro step. Noi abbiamo tante leggi elettorali diverse tra comuni, regioni e così via. Il prossimo step sarà se scegliere il collegio uninominale o con liste bloccate. Quello che verrà fuori non è un’idea mia, sua e di quell’altro, ma di tutto il movimento”, ha spiegato Grillo che s’interroga poi sugli accordi tra i partiti: “Provi a pensare una cosa: abbiamo combattuto con le unghie e con i denti per il voto palese altrimenti Berlusconi sarebbe ancora in Senato. Ora questi dovranno votare la legge, ma secondo voi cosa faranno? Subito entro gennaio saranno davvero tutti d’accordo?”

Per quanto riguarda il tema delle riforme, Grillo sostiene che “non ce la faranno mai, ci dobbiamo reinventare il lavoro. Il lavoro deve essere per tutti. Come? Con una grande riforma fiscale: tassiamo i consumi e togliamo tutto il resto. E questo lo dicono professori svizzeri e austriaci, non un ex comico”.
Inoltre, il leader sostiene che ci deve essere “un reddito per tutti, dalla nascita alla morte. E come lo paghiamo? Con le pensioni, con una grande riforma fiscale”.

“Io continuo a conoscere un sacco di gente che è convinta ad avere un posto di lavoro, ma non è tale, è un posto di reddito. La maggior parte dei nostri giovani si deve adeguare a qualsiasi tipo di lavoro e abbiamo una generazione di frustrati. Allora, è più importante il reddito o il lavoro? Ci dobbiamo reinventare il lavoro, mentre il reddito deve essere per tutti. Lo paghiamo con le pensioni, con una riforma fiscale da fare in dieci anni”, ha spiegato il leader Cinque Stelle.

Poi il leader ha anche affrontato il tema del Fiscal Compact anticipando con un tweet: “Noi del M5S siamo stati i primi a chiedere di rinegoziare il Fiscal Compact con una mozione. Il Pd ha votato no e se ne vanta”.
.
“In Europa noi per adesso andiamo da soli, poi vedremo se c’è qualche gruppo tedesco o finlandese che condivide il nostro programma”, ha detto Grillo che successivamente rispondendo ad un giornalista ha detto che “nessuno può decidere che cosa fare con l’Euro, noi vogliamo solo consultare tutti. Non sappiamo che cosa andremo a trovare là. Avremo tutti contro. Nel Parlamento Europeo decidono tutto le commissioni e i lobbisti, il Parlamento è esautorato dai suoi poteri”.

Sul tema dell’immigrazione, quella dell’accoglienza dell’immigrazione “è una questione che dobbiamo spartire con l’Europa”, ha affermato Grillo.

Riconoscendo di aver “fatto degli errori di comunicazione” Grillo ha invitato i giornalisti a non definirlo populista: “Attenti con le parole, populista è un’offesa”.
Infine, chiude Grillo: “Vinceremo le elezioni europee. Lo metteremo per iscritto”.

Redazione