Tribunale di Salerno dichiara decaduto da sindaco il viceministro infrastrutture De Luca

Vincenzo De Luca, Sindaco di Salerno e Viceministro alle infrastrutture (screen shot youtube)

La prima sezione civile del Tribunale di Salerno che ha accolto il ricorso presentato dal Movimento Cinque Stelle ha dichiarato decaduto dalla carica di sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca (PD di ala renziana) per incompatibilità con la carica di viceministro alle infrastrutture.

Nella sentenza del tribunale, con presidente Giulia Carleo e il giudice estensore Antonella Di Stasi è stato accolto il ricorso presentato nel luglio del 2013 dai parlamentari stellati, Andrea Cioffi, Silvia Giordano e Girolamo Pisano, “dichiarando sussistente la causa di incompatibilità in capo al dott. Vincenzo De Luca, eletto sindaco di Salerno nel maggio del 2011 e nominato sottosegretario di Stato il 3 maggio del 2013, causa di incompatibilità prevista dall’ art.13 della legge 148/2011”.
Di conseguenza, il tribunale “dichiara la decadenza dello stesso dalla carica di sindaco del comune di Salerno”.

Ma il sindaco De Luca ha già annunciato di presentare un appello contro l’ordinanza del Tribunale civile sulla sua decadenza e pertanto si apprende da un comunicato del Comune che “l’ordinanza, in base alla legge 150 dell’1/9/2011 Art. 22 Comma 8, resta pertanto sospesa”.

Il movimento cinque stelle, lo scorso 1° dicembre 2013, pubblico un messaggio sul blgo di Beppe Grillo annunciando di presentare una richiesta di sfiducia al viceministro e riportando anche una delibera dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) pubblicata in un bollettino delle delibere nel quale aveva decretato quanto segue: “La carica di sindaco del comune di Salerno, ricoperta dal sottosegretario di Stato alle infrastrutture e ai trasporti, dottor Vincenzo De Luca, é incompatibile ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera a) della legge n. 215/2004 e dell’art. 13, comma 3, del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito dalla legge 14 settembre. Non può essere condivisa – prosegue l’Agcm- la tesi sostenuta nelle memorie difensive, secondo la quale, in assenza delle deleghe, alla vicenda in esame andrebbe riconosciuto uno status d’incompatibilità solo potenziale, ma non ancora effettiva come aveva sostenuto De Luca nelle sue memorie difensive. Al contrario, si deve ritenere l’attribuzione delle deleghe da parte del ministro sia un atto successivo e non necessario per l’acquisizione della funzione, non suscettibile, pertanto, di escludere l’effettività dell’incarico né di sollevare il titolare dall’obbligo di rispettare i divieti introdotti dalla legge sul conflitto di interessi”.

Redazione