Nichi Vendola: “Il veleno” berlusconiano è entrato anche a sinistra

Nichi Vendola (Getty Images)

Il leader di Sel e governatore della Regione Puglia è intervenuto oggi al congresso del suo partito che si sta svolgendo a Rimini. Dal palco Vendola ha tenuto il discorso introduttivo, quello che ha dato il via ai lavori congressuali e che ha quindi dettato la linea facendo specifico riferimento alla posizione di Sel all’interno del presente quadro politico.

“La sinistra ha cercato la vittoria in forma di scorciatoia elettorale e non in forma della sua missione. La fine della diversità berlingueriana ha schiuso le porte alla normalità berlusconiana. E il veleno è entrato anche nel nostro campo”, ha detto Vendola riferendosi velatamente all’elezione a segretario del Partito Democratico di Matteo Renzi.

Il centrosinistra, secondo Vendola, avrebbe, assieme agli altri partiti con cui ha intessuto alleanze e coalizioni, “danzato intorno alla crisi senza mai scoprire il fatto epocale che si andava manifestando: il ritorno della povertà”.

Proprio in relazione al Pd e al rapporto che Sel ha intenzione di occupare, il governatore è stato chiaro: “Non ho nessuna voglia di iscrivermi a nessuna delle correnti interne del Pd. Perchè il Pd non è il mio né il nostro destino. Loro sono il nostro interlocutore non sono la nostra resa. Noi non intendiamo scioglierci fino a quando non nascerà il cantiere della sinistra del futuro”, ha detto.

Non è mancato poi un riferimento diretto al sindaco di Firenze e alla sua crociata per la legge elettorale foriera dell’accordo con Forza Italia: “A Renzi dico che noi non ci lamentiamo della sua proposta per ragioni soggettive di sopravvivenza ma per ragioni che riguardano il metodo ed il merito. Non ho apprezzato che alla base ci fosse l’intesa preventiva con Berlusconi. Tanto più perché quella intesa è segnata da un elemento grave di opacità: non si può ignorare l’ineleggibilità” di Berlusconi”.

Vendola si è detto “dispiaciuto” per l’assenza di Renzi a Riccione: “Il dialogo è più importante quando ci sono divergenze di opinione”, ha detto Vendola sottolineando di aver “apprezzato il discorso di chi ha rappresentato il Pd riproponendo il tema dell’alleanza e dichiarandosi disponibile a superare le criticità che più saltano agli occhi nella legge elettorale”.

Durante il congresso, Vendola ha dovuto interrompere i fischi rivolti da una parte dei delegati del congresso al renziano Stefano Bonaccini quando quest’ultimo nel suo intervento è stato contestato mentre sosteneva che le regole vanno scritte assieme all’opposizione.
Vendola che ha detto di “ascoltare con rispetto” Bonaccini: “Non è possibile applaudire il segretario del vostro partito quando critica il primitivismo e il plebeismo e poi comportarsi in questa maniera”, ha sottolineato Vendola

Bonaccini nel suo intervento aveva evidenziato che Sel è per il Pd un interlocutore importante: “Siete per noi una forza importante, un interlocutore importante. Con Sinistra, ecologia e libertà vogliamo creare le condizioni perché si possa vincere laddove stavamo governando assieme, conquistare altri comuni e costruire le condizioni perché si crei un nuovo centrosinistra che la prossima volta torni a governare per fare l’Italia un Paese bello, moderno e soprattutto giusto”.

Redazione online