Ricerca dell’Istituto Superiore Sanità su diossina e Terra dei Fuochi: i risultati

Terra dei fuochi (Getty Images)

 

 

Una ricerca portata avanti dall’Istituto Superiore della Sanità e dall’ Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno ha rilevato un dato importante relativo alla concentrazione di diossina nel sangue degli abitanti della Terra dei Fuochi: secondo lo studio, infatti, condotto però su un campione poco rappresentativo, non vi sarebbero livelli tali da destare preoccupazione.

I soggetti inclusi nell’indagine statistica sono stati in totale 58, suddivisi in due gruppi per area di provenienza: 25 da zone a rischio ambientale, 33 da Napoli e dintorni (non a rischio professionale).

32 uomini tra i 18 e i 64 anni e 26 donne tra i 24 e 64: questi sono stati i soggetti presi a campione per la ricerca, per la quale è stato necessario che tutti  avessero un’alimentazione simile, comprendente prodotti di origine animale (lattiero – caseari o uova). Altra variabile da tenere in considerazione è stato anche il peso delle persone: 14 obesi tra gli uomini e 7 fra le donne, e 26 in sovrappeso (13 uomini e 13 donne).

Tra gli abitanti delle due zone prese a campione non è stata segnalata alcuna variazione significativa nei livelli di diossine: anzi, gli abitanti delle zone a rischio (Nola, Marigliano, Acerra) e di Napoli e dintorni (Pompei, Portici, Pozzuoli, Torre del Greco) avrebbero concentrazioni di agenti inquinanti inferiori a quelle degli abitanti di altri paesi europei (Spagna, Portogallo, Belgio e Norvegia), esclusa la Grecia. In ambito nazionale, invece, il confronto è stato effettuato con Brescia, dove, per lavoratori a rischio e non, le concentrazioni di diossina nel sangue risultano più elevate, anche se sotto la soglia di pericolo.

Gli elementi chimici individuati, diossine e i suoi simili (dibenzodiossine policlorurate PCDD, dibenzofurani policlorurati PCDF, bifenili policlurati PCBs), sono originati dalla combustione di rifiuti urbani o industriali contenenti PVC (Polivinilcloruro, un tipo di plastica) e l’uomo vi entra in contatto consumando alimenti di origine animale: carne, prodotti lattiero caseari, uova e pesce. L’accumulo di queste sostanze nel nostro sangue può portare a malattie di tipo cronico quali tumori all’intestino, al fegato o allo stomaco.

I risultati dello studio, da prendere con cautela per via del campione poco rappresentativo, permettono quantomeno di avere un quadro di riferimento sulle concentrazioni di diossina nel sangue:  gli studi potrebbero e dovrebbero essere approfonditi, estesi ad un maggior numero di soggetti e soprattutto considerati su un arco di tempo più lungo, come suggeriscono gli autori stessi dell’indagine.

 

 

Fonte: Esposito, M., et al. Serum levels of polychlorinated dibenzo-p-dioxins, polychlorinated dibenzofurans and polychlorinated biphenyls in a population living in the Naples area, southern Italy. Chemosphere (2013)

 

Redazione