Ricorre oggi la Giornata della memoria 2014

Sampietrini della Memoria in Germania (JOHN MACDOUGALL/AFP/Getty Images)

Come ogni 27 gennaio, ricorre oggi la Giornata della memoria, dedicata al ricordo degli avvenimenti che nel corso della seconda guerra mondiale portarono alla ferocia dell’Olocausto. 15.000.000.000: eccola la cifra a nove zeri che riporta l’entità della tragedia e il numero di decessi registrati all’interno dei campi di concentramento istituiti all’interno della Germania nazista a partire dal 1933.

Il genocidio attuato durante la dittatura hitleriana è ricordato oggi come il più atroce messo in atto nel corso del Novecento. A dimostrarlo, ancora una volta, le cifre, le quali parlano con schiettezza di quella che è divenuta l’opera per eccellenze di discriminazione e violenza condotta sulla base della razza, della religione, dell’appartenenza sessuale. 5,9 milioni furono gli ebrei ammazzati; tra i 2 e i 3 milioni gli avversari di guerra appartenenti alla fazione sovietica; circa 2 milioni i polacchi; tra i 250.000 e i 500.000 i rom o sinti trucidati; quasi 250.000 i disabili e tra 5.000 e 15.000 gli omosessuali.

“Un sentimento di forte vicinanza alla comunità ebraica” è stato espresso oggi da parte della ministra degli Esteri, Emma Bonino, la quale ha voluto descrivere come “riprovevoli” gli atti di intimidazione che nel corso delle ultime ore sono stati praticati contro le sedi capitoline della stessa comunità.

Presso il Parco della musica di Roma, molti giovani delle scuole romane hanno incontrato oggi i testimoni dell’Olocausto. Molti degli stessi giovani avevano precedentemente partecipato ad un viaggio della memoria organizzato dal Ministro dell’Istruzione verso i campi di concentramento mittle-europei. Il sindaco di Roma Ignazio Marino e la ministra all’Integrazione Cecile Kyenge erano presenti all’evento. Da parte di Kyenge, queste le dichiarazioni rilasciate: “Questa giornata è importante e non riguarda semplicemente il passato, é una giornata che ci deve mettere tutti di fronte alle nostre responsabilità. La responsabilità di poter intervenire difendere e soprattutto abbattere tutti i giorni gli stereotipi e i muri che rischiano di diventare conflitti. Questa è la responsabilità nostra, delle istituzioni e degli studenti. Non dobbiamo mai abbassare la guardia”.

Redazione online