Ucraina: contestatori lasciano ministero dello Giustizia. Appelli per un attivista scomparso

Barricate di pneumatici a Kiev (Getty images)

I manifestanti facenti riferimento al movimento radicale ‘Splina Sprava’ hanno lasciato oggi, dopo le pressioni degli giorni scorsi, la sede del ministero della Giustizia; in mattinata, la responsabile del dicastero, Elena Lukash, aveva minacciato di sgomberare con la forza se gli attivisti non fossero usciti pacificamente dall’edificio. Da parte sua, il ministro degli Esteri Leonid Kozhara ha sottolineato come al momento il governo ucraino non ha “intenzione di decretare lo stato di emergenza”.

Intanto, l’opposizione ha deciso di proseguire nei negoziati con il governo, dopo l’annuncio fatto sabato dal presidente Yanukovich, che ha spiegato di essere intenzionato a nominare alla guida del Paese i leader più rilevanti dei partiti avversari; gli oppositori sottolineano però anche che “la pazienza delle persone infuriate per la sordità delle autorità può interrompersi in qualsiasi momento”.

IDa parte di Amnesty International è arrivato nel frattempo un messaggio di seria preoccupazione per la vita di Dmitrii Bulatov, definito “un attivista di primo piano delle manifestazioni Euromaidan a Kiev”. Secondo la ong “per tutta la giornata del 22 gennaio Dmitrii Bulatov avrebbe organizzato azioni di protesta e partecipato alle assemblee. È scomparso poco prima che la polizia antisommossa ucraina attaccasse una fila di vetture di manifestanti, nelle prime ore di giovedì 23 gennaio.

“In questo attacco” – prosegue la denuncia di Amnesty – “le auto si sono scontrate e i manifestanti sarebbero stati portati in un luogo sconosciuto. Sebbene Dmitrii Bulatov non fosse sul convoglio, si crede che le autorità abbiamo colto questa occasione per arrestare le persone coinvolte nelle proteste”. Da quel momento, del noto attivista si sono perse le tracce.

Redazione online