I Forconi torneranno in piazza: “Volete il caos? Siamo pronti a farlo”

Proteste del movimento dei Forconi (Getty Images)
Proteste del movimento dei Forconi (Getty Images)

 

Mariano Ferro, leader del movimento dei Forconi (quello “originale” siciliano) ha tenuto questa mattina una conferenza stampa davanti alla Camera dei Deputati, delineando quali saranno le prossime mosse per mettere pressione al governo e chiedere un intervento destinato alle piccole imprese. Ferro, senza mezzi termini, minaccia: “Volete il caos? Siamo pronti a farlo. Non ci faremo arrestare da nessuno, ma siamo pronti a mettere in moto di tutto. Occuperemo i comuni, perché non ci dicono cosa vogliono fare con chi non può pagare la Tares. Non siamo violenti, ma la voglia di rimanere tranquilli non va scambiata con l’imbecillità”. L’obiettivo dichiarato dei Forconi, però, da raggiungere organizzando “assemblee nei territori per costruire alla fine una data” è quello di portare in piazza a Roma oltre un milione di persone. “Non so se sarà possibile, non è facile. I numeri però ci sono”, ha detto a questo proposito Ferro.

L’opinione del leader dei Forconi sulle manifestazioni di fine 2013, organizzate da una serie di sigle riunite sotto il nome di Coordinamento 9 dicembre, è che queste rappresentino “l’emblema del fallimento, abbiamo lavorato male e la colpa è nostra. Ma il paese ha bisogno di risposte e siamo costretti a muoverci, senza dare spazio a strumentalizzazioni e a violenze. Non vogliamo fare una manifestazione al giorno per avere un flop al giorno. Ripartiamo girando tutta l’Italia per dire che o mettiamo in moto qualcosa di nuovo o l’Italia affonda. Vogliamo cominciare a riorganizzarci nei territori. Partiamo dalla Sicilia, dove incontreremo i prefetti: vogliamo risposte al più presto, perché la repressione e lo stato di polizia non sono la risposta al disagio sociale”.

La decisione di tornare a mobilitarsi sfocia anche dalle recenti evoluzioni politiche, con la proposta di legge elettorale Renzi-Berlusconi che, secondo Ferro, “porta al regime”. Dunque, le manifestazioni previste saranno “la risposta al progetto sulla legge elettorale: si vuole trasformare l’Italia in una piccola oligarchia guidata da alcuni. Bisogna destabilizzare questa legge elettorale in Parlamento. Renzi e Alfano  sono il nuovo, ma se questo nuovo vuole portare avanti qualcosa che non rappresenta nessuno in Italia ci sarà il caos e noi saremo quelli che lo metteranno in moto. Dalla rappresentanza parte la voglia di far ripartire l’Italia. La cosa che mi fa più paura è omologare il pensiero degli italiani a quello di uno solo, come sta succedendo con Renzi sulle preferenze. Questa cosa delle preferenze ha fatto scattare in molti la voglia di mandare a quel paese anche Renzi”.

Ferro si scaglia anche contro il leader del M5S, colpevole secondo lui di immobilità politica: “A Grillo chiedo cosa pensa di fare. Dicono a parole che vogliono cambiare il paese, ma da quale parte vuole stare? Non bastano le mozioni in Parlamento, bisogna cambiare il paese. Vogliamo risultati per un’economia che sta collassando e gli unici risultati che arrivano sono le tasse. Stanno scappando anche i cinesi dall’Italia. Quando ci ascolteranno? Il governo pensa di ignorare il dissenso? La cura è l’arroganza e l’indifferenza? Non credo”.

Infine, il leader dei Forconi tiene nuovamente a prendere le distanze dal Coordinamento del 9 dicembre, riunito sotto la leadership di Danilo Calvani: “Sono nati troppi generali senza cervello. Calvani mi fa ridere. Dice che vogliono arrivare a Roma a piedi. Ma quanti saranno? Dice di voler buttare fuori e arrestare tutti, ma pacificamente… Io dietro a queste persone non ci vado. Il 9 febbraio sarà l’ennesimo flop”

 

Redazione