Svolta al centro, il ministro Mauro presenta i Popolari per l’Italia

Il ministro della Difesa Mario Mauro (GEORGES GOBET/AFP/Getty Images)
Il ministro della Difesa Mario Mauro (GEORGES GOBET/AFP/Getty Images)

Si è tenuta nel pomeriggio di ieri, presso il Palazzo Santa Chiara di Roma, la conferenza stampa che ha sancito, nei fatti, la nascita di un nuovo movimento “centrista”, presieduto per il momento dal ministro della Difesa, Mario Mauro: i Popolari per l’Italia. A rendere chiare le ragioni della scelta di non stare né con Forza Italia, né con il Nuovo Centrodestra, ma di guardare verso l’area centrista, è stato lo stesso ministro, chiedendo ad Alfano e ai suoi “di riflettere sul progetto politico. Perché se Nuovo Centrodestra significa essere una fotocopia sbiadita di Berlusconi, il rischio è avere Forza Italia al 23% e Ncd a percentuali minori”.

Ha poi aggiunto il ministro: “Se invece l’assunzione di decisioni coraggiose con il governo si traduce, realmente, nella costruzione di una alternativa alla sinistra senza derive verso il populismo, allora noi ci siamo”. Lo sguardo sembra però essere rivolto decisamente verso l’Udc, perché “con loro non c’è solo dialogo, c’è un legame forte al di là dei gruppi parlamentari”, oltre a un discorso di prospettiva “in vista delle Elezioni Europee”.

Presente all’incontro, tra gli altri, anche il senatore Andrea Olivero, già presidente nazionale delle Acli ed eletto nelle liste di Scelta Civica, il quale ha poi spiegato su Facebook: “Dopo un lungo e impegnativo percorso di preparazione parte oggi ufficialmente il movimento politico Popolari per l’Italia, che ha l’obiettivo di promuovere la nascita di un ampio raggruppamento di tutti coloro che, provenendo da storie politiche ed esperienze differenti, si ritrovano nei valori del popolarismo italiano ed europeo”.

Significativo, nel corso della conferenza stampa, dalla quale è stata lanciata anche la data dell’8 febbraio come movimento assembleare costituente per raccogliere adesioni e stilare un’organigramma, l’intervento della coordinatrice laziale Renata Jannuzzi: “Il nostro è un cantiere aperto a forze, movimenti ed associazioni che si riconoscono nella visione popolare, essere popolari è una battaglia verso la libertà, soprattutto verso la libertà di educazione e di fare impresa per incidere sulla crisi che stiamo vivendo perché ancor prima di essere economica la nostra è una crisi di valori”.

Redazione online
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