Caso marò: il governo indiano chiede la revisione del Sua Act. Ulteriore rinvio di udienza

Da destra, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone (Getty Images)
Da destra, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone (Getty Images)

Ci sarebbe una svolta nel caso dei due marò detenuti in India perché accusati dell’omicidio di due pescatori; secondo ‘The Indian Express’, infatti, il governo indiano si sarebbe rivolto al Ministero della Giustizia per chiedere un’ulteriore valutazione del Sua Act, il piano antipirateria che prevede la pena di morte in caso di omicidio, in base al quale i due militari italiani, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, starebbero rischiando di essere incriminati.

Scrive il quotidiano indiano, citando fonti del governo di New Delhi: “Al ministero è stato richiesto di considerare il fatto che la legge è stata pensata per far fronte ad atti di terrorismo e pirateria e questo non è il caso dell’omicidio dei due pescatori”. Da parte sua, il ministero avrebbe investito del caso il Procuratore generale, invitandolo a rivedere il parere, che in ogni caso dovrebbe passare comunque al vaglio dello stesso ministero.

Fonti ministeriali hanno confermato quanto sostenuto dal quotidiano, evidenziando però che “il governo sta ancora valutando la propria strategia futura date le ramificazioni internazionali” di esso esistenti. Già in precedenza, il governo indiano aveva rassicurato Roma circa il rischio della pena di morte, sottolineando che questa non sarebbe un’ipotesi al vaglio.

Intanto, poco fa, vi è stato un altro rinvio da parte del tribunale speciale di New Delhi, che ha spostato al 25 febbraio la discussione sulla richiesta della Nia di trasferire i marò sotto la tutela dello stesso tribunale.

Redazione online