Electrolux, Zanonato: “La proposta dell’azienda non convince”

Il logo dell'Electrolux (MARTIN BUREAU/AFP/Getty Images)
Il logo dell’Electrolux (MARTIN BUREAU/AFP/Getty Images)

Al termine dell’incontro al Ministero dello Sviluppo Economico tra l’ad di Electrolux per l’Italia, Ernesto Ferrario, il ministro Flavio Zanonato, il sottosegretario Claudio De Vincenti, i sindacati confederali e di categoria, e i presidenti delle Regioni Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Lombardia, la situazione dell’azienda svedese che ha stabilimenti in varie regioni italiane sembra lontana da una soluzione e da un accorso.

E’ lo stesso ministro Zanonato a chiarire, riaggiornando il tavolo delle trattative, che “la proposta di riorganizzazione di Electrolux non ci ha convinto”, ma che la stessa azienda ha “accettato l’apertura di un tavolo negoziale”. Da parte del ministro, poi, una battuta sul piano sul costo del lavoro che avrebbe intenzione di mettere l’azienda e da molti paragonato a quello polacco: “Se dovessimo fare riferimento agli stipendi polacchi dovremmo chiudere tutte le aziende italiane”.

Ha aggiunto Zanonato: “Il piano di Electrolux é impostato tutto sul costo del lavoro e non sul piano industriale come invece riteniamo che sia fatto. Enti locali e Governo sono d’accordo nel ritenere che l’attività dell’azienda in Italia vada salvaguardata nella sua integrità. Ci incontreremo con l’azienda già nei prossimi due-tre giorni e faremo anche un incontro con il presidente del Consiglio Letta, me ne occuperò personalmente. L’obiettivo é garantire l’occupazione, il reddito dei lavoratori e tutti gli insediamenti produttivi”.

Intanto, ha fatto scalpore, nel corso del tavolo di ieri, l’iniziativa di Ferrario che – per mettere in evidenza la necessità dell’azienda di proporre prezzi concorrenziali – ha sventolato un volantino promozionale di un megastore che vende lavatrici a 199 euro. Durante l’incontro, l’ad ha garantito comunque la disponibilità a produrre in Italia, sottolineando che l’unico stabilimento a rischio chiusura, in questo momento, è quello di Porcia, vista la “scarsa competitività del settore lavaggio”.

Buone le impressioni, al termine dell’incontro di ieri, da parte di Debora Serracchiani. La presidentessa della regione Friuli-Venezia Giulia, molto agguerrita nei giorni scorsi, ha parlato di “passo in avanti”, evidenziando come “la trattativa si fa sul piano industriale che riguarda tutti e quattro gli stabilimenti italiani”. Critiche a Electrolux sono arrivate ieri dal segretario Cgil Susanna Camusso, secondo la quale si sta mettendo in campo “una discussione sbagliata perché si parla di tagli ai salari”. Molto critico anche il leader Fiom, Maurizio Landini, che ha scritto al premier Enrico Letta, per chiederne l’intervento in quanto “la vertenza Electrolux travalica il normale confronto tra le parti e il ruolo che può svolgere lo stesso Mise”.

Redazione online