Fiat Chrysler Automobiles, preoccupazione del Pd sul futuro dell’auto in Italia

Il nuovo logo della FCA (MARCO BERTORELLO/AFP/Getty Images)
Il nuovo logo della FCA (MARCO BERTORELLO/AFP/Getty Images)

Preoccupazione all’interno del Partito Democratico rispetto alla vicenda Fiat Chrysler Automobiles e alla scelta del nuovo colosso dell’auto di tenere la propria sede fiscale in Gran Bretagna, scegliendo per quella legale l’Olanda; Filippo Taddei, responsabile economico del partito, intervenendo a Radio24, ha spiegato: “La libera imprenditoria si svolga e scelga le sedi fiscali che vuole, ma lo faccia responsabilmente, sapendo che ogni scelta porta con sé conseguenze”.

Ha proseguito Taddei: “Stride un po’ con la tradizione della Fiat il pensiero di volerla trasferire all’estero, stride con quella che è la missione produttiva e di investimenti industriali che la Fiat aveva promesso in questo Paese. E’ difficilmente spiegabile come questa scelta venga considerata, quando la stessa impresa qualche anno fa parlava di grandi rilanci e grandi investimenti”. Il neoresponsabile economico del Pd ha poi concluso: “Massimo rispetto per le scelte dell’impresa, ma cambia tutto. Cambia quello che Fiat è per gli italiani. E’ un’impresa che non è più italiana. A noi dispiace. Più che la sede fiscale a me e agli italiani interessa cosa vuol fare Fiat in questo Paese”.

Polemico il Presidente della Commissione Trasporti della Camera dei deputati, Michele Meta: “Il nuovo brand della Fiat, che da oggi si propone come Fiat Chrysler Automobiles, è piuttosto sorprendente e simbolicamente significativo. È certamente un colpo al cuore per le generazioni cresciute con il mito del marchio torinese. Confidiamo che non sia anche un colpo all’economia di un Paese che ha sempre sostenuto l’azienda anche nei momenti difficili”.

Secondo Meta, “rimane difficile e preoccupante immaginare una Fiat senza Torino, e una Torino senza la Fiat. Torino non è solo il passato, ma anche il futuro: basti guardare ai centri di progettazione e di ricerca, che pongono l’Italia tra le eccellenze mondiali. Ci aspettiamo dall’azienda una strategia saggia e responsabile, che sappia valorizzare al meglio i talenti nazionali, e dal governo rassicurazioni sulle prospettive industriali dell’intero comparto”.

Redazione online